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L'economista Gros (Ceps): "Su vaccini errori Ue, per ridurre i danni paghi di più"

28 gennaio 2021 | 16.17
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L'Unione Europea "ha aspettato troppo, anche sperando di ottenere prezzi più bassi, ha sbagliato, ora l'unica soluzione è di offrire di più alle aziende perché accelerino la produzione"

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L'Unione Europea sui vaccini "ha aspettato troppo, anche sperando di ottenere prezzi più bassi, ha sbagliato, ora l'unica soluzione è di offrire di più alle aziende perché accelerino la produzione". Daniel Gros, economista tedesco direttore del Center for European Policy Studies (Ceps) di Bruxelles, interviene nello scontro tra Bruxelles ed Astrazeneca in particolare, non risparmiando critiche all'Ue, che sui vaccini "ha lesinato", stanziando "solo tre miliardi di euro" a fronte dei 750 miliardi previsti con il Recovery. E lancia la proposta di rinegoziare il contratto con Astrazeneca, per quanto possa apparire il cedimento ad una sorta di ricatto, anche se nella fase in cui siamo non c'è altro modo per riparare ai danni fatti e bisogna guardare a quello che si vuole ottenere.

"La Commissione ha gestito male il dossier vaccini - va subito diretto al punto Gros, parlando con l'Adnkronos - Non ha agito da sola, ma con un comitato composto da rappresentanti di Paesi membri e questo ha rallentato le cose, come avviene anche su altri temi". Bruxelles, rincara il direttore del Ceps, "ha aspettato troppo, non solo con Astrazeneca, e lo hanno fatto anche sperando di avere prezzi più bassi: è stato un errore, per i vaccini sono stati allocati tre miliardi mentre ne spendiamo 750 su tutto il resto, ma su questo non si può lesinare".

"Con Astrazeneca - ricorda Gros - abbiamo concluso un accordo tre mesi più tardi rispetto al Regno Unito, in più i contratti non contengono un calendario preciso, che è definito indicativo, e non è prevista alcuna penale se non viene rispettato, quindi la Commissione legalmente non potrà fare niente, tantomeno l'Italia"

'Bruxelles sotto ricatto? Ora guardare al risultato'

Al punto in cui siamo, secondo l'economista tedesco, la priorità deve essere quella di "ridurre i danni e la soluzione non può che essere di rinegoziare con Astrazeneca, proponendo di pagare un prezzo più alto se i vaccini saranno consegnati prima". "Non esiste una via legale - ribadisce Gros - non ha senso continuare uno stato di guerra, perché nessun Paese è in grado di produrre un vaccino in tre mesi. Alle imprese costa accelerare la produzione e l'Ue deve pagare".

Bruxelles è sotto ricatto dunque? "Bisogna guardare al risultato", che è quello di immunizzare più gente possibile, tra l'altro ricordando "qual è la ragione sociale delle aziende, fare profitti, che è diversa da quella dell'Ue", sottolinea il direttore del Ceps. Che comunque esclude che sarebbe stato meglio se i 27 si fossero mossi ciascuno per conto proprio. "Se non ci fosse stato un approccio comune - chiosa - avremmo avuto un replay di quanto successo all'inizio della pandemia lo scorso anno, con la guerra delle mascherine e le solite accuse alla Germania".

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