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Terremoto: Leffe, birra d'abbazia, lancia raccolta per monaci benedettini di Norcia

06 giugno 2017 | 12.56
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Anche la birra scende in campo per dare una mano a Norcia, in particolare, a uno dei simboli della cittadina colpita qualche mese fa dal violento terremoto: i monaci benedettini. Leffe, birra belga d’abbazia nata più di 770 anni fa (era il 1240) grazie all’impegno e all’operosità di un gruppo di monaci norbertini, ha messo in commercio la bottiglia #leffepernorcia, un’edizione limitata di Leffe Blonde. Distribuita solo in Italia, la bottiglia limited edition è al centro dell’iniziativa progettata dalla birra belga per aiutare i monaci benedettini di Norcia a ricostruire ciò che hanno perso nel terremoto del 24 agosto e del 26 ottobre scorsi.

Tutti i proventi generati dalla vendita delle bottiglie #leffepernorcia verranno donati ai benedettini per costruire una cappella in legno presso San Benedetto in Monte, località poco fuori dalle mura della città di Norcia. La cappella sarà una struttura antisismica accessibile a tutti i cittadini nursini e in cui i monaci potranno celebrare messa, accogliere i fedeli, dare conforto o semplicemente ascoltare chi è in difficoltà. Si tratta della prima fase di un progetto più ampio che porterà alla costruzione dell’abbazia definitiva.

"Il progetto nasce come atto di solidarietà verso la comunità colpita dal sisma, ma anche come segno di una forte comunanza tra i due ordini, uniti non solo dalla pratica religiosa ma anche da un interesse condiviso per la birra. I monaci belgi sono infatti ancora operativi nelle scelte decisionali legate alla qualità di Leffe, e i monaci di Norcia sono essi stessi piccoli produttori di una birra artigianale, Nursia", spiega una nota della Leffe. Le bottiglie #leffepernorcia distribuite saranno centomila, disponibili sul mercato da metà giugno 2017. Riconoscerle a scaffale sarà facile: al posto della tradizionale bottiglia, questa versione si presenterà rivestita da un incarto bianco che riporterà le informazioni riguardanti il progetto.

“AB InBev, gruppo internazionale di cui Leffe fa parte, si è da subito prodigata -dichiara Davide Franzetti, ad di AB InBev Italia- per dare un aiuto alle zone colpite dal sisma, inviando lattine contenenti acqua da distribuire a terremotati e soccorritori. Adesso però vogliamo fare ancora di più. Leffe è nata secoli fa dall’idea e dalle mani di pochi frati; quando abbiamo saputo dei danni che i monaci di Norcia hanno subito a causa del terremoto, il pensiero di cercare un modo per sostenerli è stato immediato. Con il progetto #leffepernorcia vogliamo aiutarli a ritrovare una normalità possibile. Confidiamo che il nostro contributo possa servire a trasformare la cappella in un simbolo tangibile di rinascita, luogo di riferimento per gli abitanti di Norcia”.

“Il legame tra noi benedettini e la cittadinanza -afferma Padre Benedetto Nivakoff, Priore dell’Ordine dei monaci benedettini di Norcia- è molto forte. I nursini ci hanno visto per anni lavorare, giorno dopo giorno, in città per costruire insieme a loro la nostra vita monastica e la nostra quotidianità, anche per quel che riguarda la produzione di Birra Nursia. L’aiuto che ci arriva da Leffe nell’edificazione della cappella a San Benedetto in Monte è un passaggio importante, perché è segno di fiducia e speranza”.

Prima del sisma i monaci benedettini vivevano in città, nello storico Monastero di San Benedetto fondato su quella che, secondo la tradizione, era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica. Nella struttura abitava quindi una piccola comunità, di provenienza internazionale, composta da circa 15 giovani monaci (l’età media è di 30 anni). A causa delle lesioni subite dal Monastero in città, il gruppo è stato costretto ad allontanarsi dal paese e a trasferirsi nel Monastero di San Benedetto in Monte, dove attualmente è in corso la costruzione di una nuova abbazia dove i monaci vivranno. Speranza continua dei monaci è comunque una ricostruzione nel centro storico.

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