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Lega, scoppia il 'caso Pagnoncelli': querela può essere boomerang a sei zeri

22 settembre 2020 | 17.23
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Il sondaggista: "Previsioni faziose? Ero nel giusto e sono stato diffamato, se arriva querela valuterò la risposta"

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(Fotogramma)

di Francesco Saita

Dopo la mancata vittoria, con il pareggio alle regionali, la Lega di Salvini è in difficoltà anche sul fronte dei sondaggi. E ora, in casa del Carroccio, potrebbe scoppiare la grana 'Pagnoncelli', dopo che i suoi sondaggi, pubblicati sul Corriere, erano finiti nel mirino del partito, che li aveva bollati come faziosi, con tanto di promessa di azione giudiziaria. Sondaggi che però, nel caso del voto in Campania, si sono poi rivelati in linea con quanto registrato ai seggi domenica e lunedì scorsi.

"Stiamo ancora aspettando la querela da parte dell'onorevole Molteni e stiamo valutando iniziative nei confronti di quegli esponenti, che sui mezzi di informazione, ci hanno diffamato", fa sapere all'AdnKronos lo stesso Nando Pagnoncelli, il sondaggista di Ipsos. "Valuteremo quando riceveremo la richiesta di danni da parte della Lega, ammesso e non concesso che fosse rivolta a noi e non al Corriere", dice poi riferendosi all'azienda di cui è amministratore delegato.

Dopo l'annunciata querela leghista, con tanto di richiesta di maxi risarcimento nei confronti di Pagnoncelli, il partito di Salvini rischia così la contromossa dei legali di Ipsos, che potrebbe mettere nei guai Salvini e i suoi, a rischio di dover di sborsare cifre molto impegnative, specie per un partito già alle prese con difficoltà economico-giudiziarie. Un guaio che a via Bellerio cercheranno di evitare a tutti i costi.

La vicenda, ricapitolando, ha visto in prima fila il fedelissimo di Salvini, Nicola Molteni, ex sottosegretario al Viminale e ora commissario nella regione Campania, che nelle scorse settimane avrebbe dato mandato all'avvocato Claudia Eccher, con la richiesta di querelare Pagnoncelli per quanto scritto il 29 agosto sul Corsera, quando aveva 'rilevato' nella regione di De Luca, una "Lega con il 3,3%, in forte arretramento rispetto alle Europee quando fu il partito più votato con il 19,2%".

Numeri che oggi Pagnoncelli rivendica così: "Il 3,3% è calcolato - spiega - su coloro che dichiarano di voler andare a votare, su un campione più limitato, il 5,5% della Lega in Campania è perfettamente nell'ambito della forchetta prevista" in questo tipo di rilevazioni. "Eravamo - scandisce - nel giusto".

Tornando a Molteni, il deputato brianzolo avrebbe addirittura chiesto un risarcimento da 500mila euro, accusando l'analista del Corsera di presentare dati "inverosimili", di "stravolgere la realtà" e di "tentare di condizionare l’opinione dell’elettorato".

Accuse ribadite con durezza dal collega di partito, Claudio Borghi: "Pagnoncelli poverino svolge il lavoro per cui è pagato, ovvero inventare modi camuffati da sondaggi per danneggiare la Lega a favore del potere vigente", si legge in un post dell'ex presidente della Commissione Bilancio della Camera.

Accuse durissime che Pagnoncelli rimanda al mittente: "C'è una cattiva abitudine - replica - di chi pensa che le terze parti non esistano, pensa di poter catalogare tutti in amici o nemici, io faccio un altro mestiere, in 36 anni di professione mi hanno affibbiato qualsiasi casacca politica, ora siamo di fronte alla ripetizione di una cattiva abitudine che molti esponenti politici hanno, per fortuna non tutti".

Di sicuro i legali sono allertati. Da una parte e dall'altra. Raggiunta dall'AdnKronos, Claudia Eccher, storico avvocato della Lega, da ultimo in campo in difesa di Matteo Salvini dopo la querela di Carola Rackete, non si sbottona: "Non mi è possibile fare alcuna dichiarazione, non posso dire nulla sulla vicenda". Ma la patata bollente, a urne ormai chiuse e dati acquisiti, è rimasta in mano a quelli di via Bellerio.

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