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Legato e picchiato a morte a Castelnuovo di Porto: arrestato uno dei colpevoli

01 marzo 2014 | 10.45
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I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia e della compagnia carabinieri di Bracciano hanno individuato gli autori dell'omicidio di Pietro Murgia, l'anziano ucciso nella sua abitazione a Castelnuovo di Porto (Roma) il 5 luglio del 2012. L'anziano era stato prima immobilizzato con del nastro adesivo alle caviglie e poi picchiato a morte.

Con la collaborazione dei Carabinieri di San Severo (Foggia) e Casarano (Lecce), ai responsabili, due romeni di 20 e 23 anni, è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Tivoli, con l'accusa di omicidio.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tivoli, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due stranieri che, dopo essersi resi irreperibili, sono stati rintracciati in Puglia: il primo nel foggiano, dove si era nascosto dopo il delitto; il secondo in una struttura sanitaria, in provincia di Lecce, dove si trovava ricoverato per le gravi lesioni riportate a seguito di un incidente stradale che aveva avuto dopo l'omicidio.

Il 5 luglio 2012, i carabinieri di Castelnuovo di Porto intervennero, su segnalazione al 112, nell'abitazione della vittima, di via Val Cesara. Nel corso del sopralluogo non furono notati segni di effrazione a porte e finestre. Ciò fece pensare che Murgia avesse fatto entrare in casa volontariamente gli assassini.

Le indagini hanno permesso di ricostruire l'episodio e cioè che la vittima era stata prima immobilizzata con del nastro adesivo alle caviglie e poi picchiato in testa fino a provocarne la morte. Il movente dell'efferato gesto probabilmente fu una discussione degenerata tra gli arrestati e l'anziano che li conosceva. I due romeni, ricercati per l'omicidio sin dal mese di luglio scorso, sono stati rintracciati grazie alla sinergia tra i Carabinieri di Ostia e quelli pugliesi.

In particolare il 23enne è stato arrestato a Torremaggiore (Foggia) nel corso di una perquisizione effettuata nel suo domicilio. Il 20enne, che nel frattempo aveva avuto un grave incidente stradale che lo aveva portato alla tetraparesi, è stato rintracciato in una clinica privata a Casarano, dove si trovava ricoverato nel Reparto di Terapia Riabilitativa e sottoposto agli arresti ospedalieri. Qualche giorno dopo l'arresto l'uomo è morto.

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