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Medicina: endometriosi può dipendere da vita sessuale, primo studio a scoprirlo

02 maggio 2015 | 16.49
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Esperti dell'università di Adelaide mettono in associazione il contatto tra il tessuto interno dell'utero con il liquido seminale, potrebbe aprire le porte alle lesioni tipiche della malattia

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Importante passo in avanti verso la comprensione dei fattori di rischio associati con l'endometriosi grazie a un nuovo studio del Robinson Research Institute dell'Università di Adelaide (Australia). Il team guidato da Jonathan McGuane rivela sull'American Journal of Pathology di aver scoperto, per la prima volta, un'associazione tra il contatto dell'apparato riproduttivo femminile con il liquido seminale maschile e lo sviluppo della malattia.

L'endometriosi consiste in una crescita anormale del tessuto interno dell'utero, anche all'estero di questo organo. Colpisce una donna in età riproduttiva su 10 e i suoi sintomi variano da paziente a paziente, anche se i più diffusi sono ciclo mestruale doloroso e dolore pelvico. Le donne con endometriosi possono inoltre avere difficoltà a concepire. "Grazie a studi di laboratorio abbiamo messo in evidenza che il liquido seminale (una componente importante dello sperma) migliora la sopravvivenza e la crescita delle lesioni da endometriosi", annuncia McGuane.

Certo, prosegue l'esperto, c'è ancora molto di sconosciuto su ciò che provoca questa malattia, su come prevenirla e curarla in maniera efficace; tuttavia, ora sappiamo qualcosa di più su quello che può aggravarla. "Il dato che emerge dal nostro studio - rivelano gli autori - è importante e ci fa ipotizzare che l'esposizione dell'endometrio al liquido seminale possa contribuire alla progressione della malattia".

"La prossima fase della ricerca - notano - sarà approfondire cosa accade quando ciò avviene nelle donne con e senza endometriosi. Questo studio è solo un passo verso la comprensione della possibile relazione tra endometriosi e attività sessuale. Ora dobbiamo applicare questi risultati di laboratorio alla vita reale e capire se modifiche nell'attività sessuale possano ridurre la gravità della malattia".

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