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Leonardo, prelievo Dna discendenti Monna Lisa per cercare Gioconda

14 febbraio 2014 | 15.26
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I resti della vera Gioconda furono traslati dalla chiesa di Sant'Orsola nella Cappella dei Martiri della basilica della Santissima Annunziata a Firenze? La nuova ipotesi e' avanzata da Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, che oggi ha presentato i risultati dell'esame con il radiocarbonio 14 per datare i tre scheletri femminili rinvenuti durante gli scavi archeologici in Sant'Orsola.

La soluzione del caso sara' possibile solo dal confronto con le caratteristiche genetiche dei figli di Lisa Gherardini (moglie del ricco mercante Francesco del Giocondo) sepolti nella basilica. Continua dunque la ricerca dei resti mortali della leggendaria modella che ispiro' Leonardo da Vinci per il suo celebre quadro esposto al Louvre. Ci vorranno circa tre mesi per conoscere gli esiti delle analisi sul Dna che verranno condotte al Dipartimento di conservazione dei beni culturali di Ravenna, sede dell'Universita' di Bologna,

Due dei tre scheletri esaminati con il C14, quelli ritenuti compatibili per eta' e sesso con Lisa Gherardini, sono risultati di alcuni decenni precedenti la morte della gebtildonna, avvenuta il 15 luglio del 1542 all'eta' di 63 anni. Sul terzo scheletro, quello sul quale si concentrava l'attesa maggiore da parte dei ricercatori, non e' stato possibile eseguire la datazione a causa del pessimo stato di conservazione. Proprio su questi resti si tentera' l'esame del Dna. Non solo. Anche i resti di altri due scheletri femminili ritenuti significativi a livello archeologico verranno sottoposto all'esame del C14 e del Dna.

''L'esame del Dna e' la prova regina di questa lunga e complessa ricerca, speriamo in un risultato positivo'', ha commentato Silvano Vinceti. ''E' stato possibile datare finora soltanto due dei tre campioni pervenuti nei nostri laboratori'', ha dichiarato il professore Lucio Calcagnile, responsabile del Cedad - Centro di Datazione dell'Universita' del Salento, che ha eseguito i primi esami del carbonio 14 con la tecnica Ams della spettrometria di massa con acceleratore. ''Il campione della tomba 6 non e' stato possibile datarlo - ha precisato Calcagnile - per la forte diagenesi e la mancanza di collagene; per gli altri due campioni, provenienti dalle tombe 7 e 8, è stato possibile datare lo smalto dei denti. Tuttavia, in entrambi i casi, le datazioni si collocano tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo con un livello di confidenza del 95.4%''.

Il professore Giorgio Gruppioni, del Dipartimento di beni culturali dell'Universita' di Bologna (Campus di Ravenna) e membro della e'quipe scientifica del Comitato presieduto da Vinceti, ha aggiunto: ''Purtroppo la datazione con il C14 non ha dato l'esito sperato, tuttavia non sara' lasciata intentata nessuna pista: si tenterà di estrarre il Dna dai resti dell'individuo che non e' stato possibile datare (n. 6), allo scopo di confrontarlo con quello dei figli di Lisa Gherardini i cui resti, a quanto risulta, sono conservati a Firenze nella chiesa della SS. Annunziata. Verranno, inoltre, presi in esame i resti di due individui (catalogati con i numeri 1 e 2) che sembrerebbero particolarmente indiziabili in base alle indagini archeologiche e ancora non accuratamente analizzati''.

Silvano Vinceti, responsabile della ricerca sui resti mortali della Gioconda, ha commentato la nuova tappa della ricerca: ''Questi primi risultati hanno un segno negativo ma l'avevamo messo in conto. Si tratta di una ricerca difficile e complessa. Sappiamo anche che il C14 e' si' un esame fondamentale per datare il periodo storico dei resti ma, quando questo non e' praticabile occorre tentare con altri metodi. Tra questi, l'esame comparato del Dna, potrebbe dare la risposta definitiva se abbiamo o non abbiamo ritrovato le spoglie della modella utilizzata da Leonardo per il quadro più conosciuto al mondo. Nelle prossime settimane si procederà al prelievo di campioni dai resti dei discendenti di Lisa Gherardini ritrovati nell'agosto scorso, nella cappella della famiglia Del Giocondo nella Basilica fiorentina della Santissima Annunziata, per il confronto del Dna con il terzo resto mortale su cui non è stato possibile compiere l'esame del carbonio 14. Si procederà altresì all'esame del carbonio 14 su altri due resti mortali ritenuti altamente significativi, in base ai rilievi archeologici''.

''Da un'attenta lettura di alcuni documenti storici inerenti il Monastero di Sant'Orsola - ha aggiunto Vinceti - emerge che il complesso ha subìto numerosi rimaneggiamenti, compresi alcuni interventi sull'antica chiesa e uno in particolare, risalente al '600, nel quale vi fu un mutamento strutturale del sacro luogo. Sotto di esso, vi erano alcune sepolture ed e' ipotizzabile che le spoglie siano state traslate in altri luoghi''.

''Nessun elemento attualmente in nostro possesso - ha concluso Vinceti - puo' farci escludere che i resti mortali di Monna Lisa Gherardini siano stati traslati nella Cappella dei Martiri, in modo da farla ricongiungere con le salme del marito e del figlio. Di conseguenza, l'interesse di questa ricerca si estende a tutti i resti mortali rinvenuti della Cappella dei Martiri e per ciascuno di essi sarà eseguita la comparazione con il Dna del marito e del figlio. Esami, questi, da cui potrebbero emergere sorprese inaspettate''.

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