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Turismo: l'esperto, gli affitti brevi lo faranno ripartire

03 agosto 2017 | 14.13
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"Gli affitti brevi faranno ripartire il turismo". Lo dice a Labitalia Vincenzo Cella, amministratore delegato di Halldis, società italiana leader negli affitti temporanei e con più di 1.600 proprietà gestite in 25 località europee, ed esperto del settore. "Con l’approvazione del ddl numero 2853 di conversione in legge del decreto-legge in materia finanziaria -spiega- la normativa sugli affitti brevi è legge. Due i fondamenti del provvedimento circa le locazioni brevi: gli operatori e i portali devono essere sostituti d’imposta e viene confermata la cedolare secca al 21%. Ne trarranno giovamento le finanze dello Stato, gli operatori e i proprietari che mettono a disposizione i loro immobili".

"In Italia -ricorda- si contano 34,4 milioni di abitazioni. Quelle principali sono 19,8 milioni, le seconde case 13, quelle già locate 2,8. Tolte quelle destinate a utilizzi altri o gratuiti, le abitazioni a disposizione sono oltre 6 milioni (secondo dati Agenzia delle Entrate e Abi, elaborati da Halldis). Il mercato degli affitti brevi in Italia riguarda 500.000 immobili".

"Il governo -stima Cella- prevede di incassare col Fisco 81,3 milioni di euro aggiuntivi quest’anno ma, a nostro parere, utilizzando come benchmark quanto dichiarato da Airbnb che indica una media di 2.000 euro di fatturato annui per appartamento, il gettito complessivo potrebbe essere di 2 miliardi (cui andrebbe sottratto quanto già incassato, dato non disponibile, cifra comunque maggiore degli 81,3 milioni previsti dal governo per quest’anno e dei 139 per il prossimo)".

Ma quanto potrebbe guadagnare un proprietario? "Mediamente -sottolinea- in Italia il ricavo lordo potenziale per ogni proprietà messa a disposizione può ammontare a 16.000 euro annui. Al netto delle imposte e dei costi di gestione, l’introito medio è di circa 8.000 euro che coprono ampiamente i costi sostenuti per il mantenimento dell’abitazione. Nei centri delle grandi città (Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Roma) questi valori possono raddoppiare o triplicare".

"I proprietari -assicura l'ad Halldis- non dovranno più fare nulla, eviteranno le incombenze fiscali (e molti godranno di un carico minore dell’attuale perché la cedolare secca è a prescindere dall’imponibile complessivo), eviteranno morosità e avranno la casa sempre manutenuta. Potranno mettere finalmente a reddito il loro immobile ma in modo flessibile, potranno cioè utilizzare le proprie unità per periodi determinati. Comunque -avverte- la questione fiscale è decisiva: il provvedimento permetterà al settore di svilupparsi in trasparenza e con regole certe e sarà un importante volano per il turismo e quindi per l’economia del Paese".

"Allo stesso tempo -insiste- il sistema guadagnerà in efficienza, ci sarà meno burocrazia e una gestione più chiara. Il nostro obiettivo è arricchire l’offerta ricettiva, portando professionalità in una realtà frammentata come quella delle case vacanza. Oggi c’è anche un'associazione, che si occupa dei nostri interesse: 'Property Managers Italia'". Come Halldis, ricorda, "siamo soci fondatori di Property Managers Italia, associazione composta da società che svolgono professionalmente la nostra attività". "Vogliamo contribuire ad aumentare la qualità del servizio, gli standard, e a gestire con processi ben delineati tutti i compiti amministrativi e di sicurezza", conclude.

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