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Maltempo: l'esperto, il freddo fa bene a piante giardini

10 febbraio 2015 | 14.41
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Mati (Florovivaisti Confagricoltura): "Per non fare danni affidarsi a giardinieri professionisti".

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"Il freddo fa bene ai giardini perché irrobustisce le piante. Per non fare danni, bisogna comunque affidarsi a giardinieri professionisti che capiscono il momento in cui bisogna intervenire con la potatura". Così Francesco Mati, presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura, fa il punto della situazione con Labitalia. "Il clima invernale -spiega- giova ai giardini: le temperature tiepide non danno quell'assoluto riposo di cui necessitano le piante per rigenerarsi".

"Molti parassiti e agenti patogeni, inoltre, vengono frenati -aggiunge- dal freddo, così da avere poi una primavera priva di corpi estranei e nocivi alla pianta".

"Con il freddo -suggerisce Francesco Mati- non si deve potare, né siepi né rose, altrimenti si rischia di esporre i tagli al freddo intenso che in primavera degenera in un'ulteriore potatura del secco che, nel frattempo, si è formato".

"E' molto importante -aggiunge il presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura- considerare che un giardiniere professionista anche se ha un costo superiore, rispetto a uno improvvisato con alle spalle un licenziamento o una cassa integrazione, è più che consigliabile. E' facile arrecare danno a un giardino o a un balcone se viene fatta una potatura nel momento sbagliato o utilizzando attrezzature sbagliate. Il giardiniere sa tutto questo è dotato di tutte le strumentazioni necessarie e sa in quali tempi intervenire".

"La concorrenza nel settore -avverte- arriva da coloro che non fanno fatture e che hanno delle competenze solo apparenti. Al contrario, un giardiniere professionista offre la garanzia di risultati raggiunti nella legalità e nell'aggiornamento".

"Se si ha a cuore il proprio giardino -sostiene Francesco Mati- non bisogna guardare a quello che si spende oggi, ma al giardino che si avrà nel tempo".

"Il giardiniere ha sua professionalità -rimarca- che però non viene sempre riconosciuta perché si pensa che, magari, pagare poco una persona per fare lavori di giardinaggio sia produttivo. Invece, spesso e volentieri, vedo giardinieri che vengono chiamati urgentemente per cercare di risanare dei danni, abbastanza seri, causati da persone improvvisate".

"Pensiamo solo -fa notare- al lato sicurezza: un abbigliamento sbagliato, uno strumento usato male o anche una scala non a norma mette in serio pericolo non solo il giardiniere improvvisato, ma anche il committente".

"In Italia, non esiste un albo nazionale -ricorda- che riunisca i professionisti in un'unica categoria, anche se si sta parlando di una sua organizzazione. A livello regionale, si stanno portando avanti, come nel Veneto, delle esperienze di questo tipo. In attesa di un albo -afferma Francesco Mati- si dovrebbe comunque scegliere un giardiniere professionista anche navigando su Internet, prestando però molta attenzione alle competenze conseguite e alle esperienze passate".

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