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Sanità: l'esperto italiano, donne incinte evitino Paesi a rischio Zika

25 gennaio 2016 | 13.03
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"In questo momento il vero allarme riguardo al virus Zika è il rischio che possa causare feti con microcefalia, come sembrano indicare alcuni studi. Al momento non ci sono indicazioni che il virus possa arrivare da noi, ma suggerirei a chi è incinta o ha in programma una gravidanza di evitare un viaggio in Sud America". Il consiglio, dopo l'analogo alert lanciato dai Cdc americani, arriva da A ntonio Chirianni, presidente della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), sentito dall'AdnKronos Salute.

Lo specialista sconsiglia viaggi nei Paesi a rischio Zika "solo in questi casi", ossia alle donne in attesa o che stanno cercando una gravidanza, mentre "per gli altri non ci sono divieti: l'importante è evitare siti dove possa esserci la zanzara Aedes" vettrice del virus, "usare repellenti e coprirsi il più possibile".

Per quanto riguarda la diffusione del virus in Centro e Sud America, ormai per alcuni Paesi si parla ufficialmente di epidemia. Nazioni in cui spesso è vietato l'aborto: "Nei casi accertati di malformazioni del feto dovuti al virus Zika - commenta il numero uno della Simit - è chiaro che queste leggi possono essere un problema".

"L'esplosiva diffusione del virus Zika in nuove aree geografiche, con scarsa immunità, è motivo di preoccupazione, soprattutto visto il possibile link fra l'infezione in gravidanza e la nascita di neonati con microcefalia". Lo sottolinea il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, nel suo intervento al meeting dell'executive board dell'Oms, passando in rassegna le recenti minacce alla salute pubblica, da Ebola alla resistenza ai superbatteri.

"Anche se un legame causa-effetto fra il contagio in gravidanza e la microcefalia - prosegue - non è stato ufficialmente stabilito, l'evidenza è suggestiva ed estremamente preoccupante. Un aumento delle sindromi neurologiche, evidenziato in alcuni Paesi in coincidenza con l'arrivo del virus, preoccupa ancora di più".

La Chan rivolge parole di ringraziamento ai Paesi colpiti da questa nuova minaccia, "per aver identificato velocemente Zika e per averlo notificato all'Oms, con altrettanta velocità e in modo trasparente".

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