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Clima: -19% emissioni gas serra in UE tra 1990 e 2012

27 novembre 2015 | 11.32
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La biodiversità in Europa, a rischio il 60% delle specie protette

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In Europa migliorano aria e acqua, diminuiscono i rifiuti conferiti in discarica e cresce il riciclo. Ma, allo stesso tempo, il traguardo che l'Europa si pone a lungo termine, cioè di “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, non è compatibile con le attuali politiche sull’ambiente e con quelle correlate. Bisogna fare di più. E' quanto emerge dal rapporto Soer “L’ambiente in Europa – Stato e prospettive 2015” dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, presentato dal ministero dell’Ambiente e dall’Ispra.

“Lo stato di salute dell'Ambiente in Europa delineato dal Soer – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - testimonia la validità delle scelte politiche finora operate in sede Ue, ma allo stesso tempo ci ricorda che il percorso da fare per una qualità ambientale ottimale è ancora lungo".

Tra il 1990 e il 2012 le emissioni di gas effetto serra nell'Ue28 sono diminuite del 19% nonostante un aumento del 45% della produzione economica. Le tendenze nazionali variano in modo significativo negli Stati esaminati (Aea33) con emissioni di gas serra in calo in 22 Paesi (tra cui Germania, Regno Unito, Italia, Francia, Finlandia e Danimarca) e in aumento in 11 (tra cui Spagna, Portogallo e Grecia). Nel 2012 i Paesi con le più alte emissioni di gas serra sono Germania, Regno Unito e Italia, quelli con le più basse Liechtenstein, Malta e Islanda.

Emissioni di gas serra. Dal 1990 al 2012, nei Paesi membri e in quelli che cooperano con l'Agenzia Europea per l'Ambiente, si registra un piccolo aumento globale del consumo energetico lordo, ma anche un aumento della quota di energie rinnovabili in 32 Paesi su 34. In Italia la quota di energia da fonti rinnovabili, nel 2012, è pari al 13,5% rispetto al consumo finale lordo. Oggi, i dati aggiornati al 2013, rilevano che in Italia la quota di energia da fonti rinnovabili è pari al 16,7% rispetto al consumo finale lordo, un valore prossimo all'obiettivo del 17% da raggiungere entro il 2020. L'incremento della quota di energia da fonte rinnovabile appare consistente a partire dal 2007, passando dal 6,4% al 16,7% con un aumento annuo di oltre un punto e mezzo percentuale. Neol 2013 l'Italia è tra i Paesi con il gap più basso rispetto al proprio obiettivo (-0,3%). Allo stato attuale Bulgaria, Estonia, Svezia e Lituania hanno già raggiunto i propri obiettivi.

Qualità delle acque dolci e nutrienti nei fiumi. Il livello dei nutrienti nelle acque dolci in Europa è un fenomeno che desta preoccupazione, un inquinamento in particolare imputabile al settore agricolo. La buona notizia, però, è che le concentrazioni di nitrati medi nei fiumi europei si sono ridotte di oltre il 20% tra il 1992 e il 2012, mentre le concentrazioni di ortofosfato sono più che dimezzate. In Italia, i dati del 2000 e del 2012 evidenziano una diminuzione della concentrazione dei nitrati e una stabilità per quanto riguarda l'ortofosfato. Per quanto riguarda i fiumi, nel periodo 2000-2013 Adige, Brenta, Livenza, Piave, Isonzo e Tagliamento mantengono basse quantità e scarse variazioni. L'Arno e il Po, invece, hanno tuttora un carico di nutrienti rilevante.

Trasporto. Sebbene l'utilizzo dell'automobile come mezzo di trasporto tra 2009 e 2012 sia generalmente diminuito in Europa, al 2012 resta comunque il mezzo di trasporto dominante in tutti i Paesi Ue. L'Italia è tra i Paesi in cui si registrano, tra 2005 e 2012, i maggiori decrementi del traffico interno di passeggeri. Considerando il totale dei trasporti ferroviari, degli autobus, dei pullman e delle autovetture, per l'Italia viene evidenziata una riduzione del traffico pari a -12,32%. Per le sole autovetture, nonostante rappresentino la modalità di trasporto prevalente, il decremento registrato è pari a -14,53%. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si sottolinea tuttavia una ripresa nel 2013 e nel 2014 che inverte la tendenza degli anni precedenti.

Gestione dei rifiuti. Migliora la gestione dei rifiuti in Europa, calano la produzione e il conferimento in discarica. I Paesi membri e quelli che cooperano con l'Aea hanno raggiunto un tasso medio di riciclaggio del 29% nel 2012, rispetto al 22% del 2004, ma la situazione è molto variabile. Nel 2012 Germania, Austria, Belgio e Svizzera riciclano più della metà dei rifiuti urbani , mentre Islanda, Regno Unito, Italia, Slovenia, Lituania, Cipro e Repubblica Ceca sono gli Stati che hanno registrato il maggior incremento dei tassi di riciclaggio nel periodo considerato. Secondo le informazioni più aggiornate, nel 2013 nell'Ue28 si sono prodotte circa 243,2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, l'1,2% in meno rispetto all'anno precedente. In Italia invece, nel 2014, a fronte di un calo del Pil e di una ripresa della spesa delle famiglie, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si è attestata a circa 29,7 milioni di tonnellate, con un aumento dello 0,3% rispetto al 2013, evidenziando un'inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi anni. I rifiuti urbani smaltiti in discarica nel 2014 sono stati pari a circa 9,3 milioni di tonnellate facendo registrare, rispetto alla rilevazione del 2013, una riduzione del 14%, pari a quasi 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti. Il tutto anche grazie all'incremento della raccolta differenziata che raggiunge il 45,2% (quasi 3 punti percentuali in più rispetto al 2013). la percentuale dei rifiuti urbani avviati a riciclaggio si attesta al 45,2% (obiettivo al 2020: 50%).

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