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Libano, all'Italia il comando di Unifil: 1.100 i nostri militari

07 settembre 2020 | 18.26
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Roma, 7 set. (Adnkronos)

Nata nel marzo 1978 con risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (nr. 425) a seguito dell'invasione in quell’anno del Libano da parte di Israele, la missione Unifil annovera un contingente militare complessivo Onu di 13.000 unità massime autorizzate, impiegate in tutto il territorio libanese a sud del fiume Litani, quale forza "cuscinetto" tra i contendenti.

L’Italia ha preso parte per la prima volta alla missione nel 1982 e nell'agosto del 2018 ha assunto per la quarta volta l’incarico di Head of Mission e Force Commander con il generale di divisione Stefano Del Col, tuttora in carica. Alle proprie dipendenze il generale annovera in questo momento circa 10.500 militari provenienti da 45 Paesi ai quali si aggiungono ulteriori 800 unità. dell’international civilian staff e del local civilian staff. L’Italia contribuisce con un massimo autorizzato - per il 2020 - di circa 1100 uomini, numero che colloca il nostro Paese tra i primissimi contributori.

Tale personale è impiegato a sud della Regione (Naqoura e Shama) dove l’Italia è Framework Nation del cosiddetto Settore Ovest, comandato dal Generale di Brigata Andrea Di Stasio. Al suo interno il Sector West ingloba complessivamente - compreso il contingente italiano - 3500 unità provenienti da Slovenia, Armenia, Serbia, Irlanda, Malta, Polonia, Ghana, Corea del Sud, Tanzania, Malesia, Brunei ed Ungheria.

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