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Libano, Berri: "Il Paese sta morendo davanti ai nostri occhi"

13 agosto 2020 | 11.07
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Per il presidente del Parlamento "serve cambiare Costituzione e legge elettorale settaria"

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(Afp)

''Il Libano sta morendo davanti ai nostri occhi''. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, durante la seduta in corso al Palazzo dell'Unesco per ratificare lo stato di emergenza deciso dal governo dimissionario dopo al duplice esplosione che il 4 agosto ha colpito il Beirut. ''Non abbiamo altra scelta se non quella di effettuare un intervento chirurgico, che è possibile attraverso la Costituzione'', ha proseguito.

Secondo Berri serve modificare la ''Costituzione basata sugli accordi di Taif'' ed è necessaria ''una legge elettorale che non si basi su un sistema settario''. Invocando ''un intervento chirurgico sulla Costituzione di Taif'', Berri ha suggerito un sistema elettorale che sia ''permetta in voto nei luoghi di residenza''.

Infine Berri ha sottolineato che ''l'esercito libanese è un simbolo di unità'' per il Paese dei Cedri, che deve quindi ''fidarsi'' dei militari. L'esercito è stato inviato sul luogo dell'esplosione nel porto di Beirut in cerca dei dispersi e per rimuovere i detriti e le macerie.

Intanto è stato prorogato di un mese lo stato di emergenza a Beirut. Lo ha annunciato il ministro libanese della Sanità Hamad Hassan dal palazzo presidenziale di Baabda. Mentre domani l'ex ministro libanese dei Lavori pubblici e dei Trasporti Ghazi Al-Aridi sarà ascoltato domani dal pubblico ministero Ghassan El-Khoury. La sua udienza è prevista per mezzogiorno, spiega l'emittente Voce del Libano, affermando che la testimonianza dell'ex ministro si inserisce nell'inchiesta in corso sui materiali esplosivi che erano conservati da sei anni nel porto della capitale libanese.

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