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Libano, comandante Unifil: "Monitoraggio su infiltrazioni Is e al-Nusra"

21 settembre 2014 | 15.37
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Lo sottolinea all'Adnkronos il generale Luciano Portolano, a capo della missione nel paese dei cedri: "Non cambia modo di operare dei caschi blu sul territorio"

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Un ''attento e costante monitoraggio" è in corso in Libano dopo gli scontri lungo il confine orientale siriano, dove operano gruppi di ribelli sunniti riconducibili alle formazioni dell'Is e del Fronte al-Nusra. Lo sottolinea all'Adnkronos il generale Luciano Portolano, Comandante della missione Onu Unifil.

Si verificano gli effetti che la situazione potrebbe comportare "nell'area di operazioni, sia per quanto attiene agli aspetti della sicurezza del personale che é posto alle mie dipendenze sia -aggiunge- per quanto riguarda il mantenimento di un ambiente sicuro in questa zona del Libano".

La missione Unifil, nata per supportare il governo libanese nel ristabilire la sua autorità e confermare il ritiro di Israele dal sud del Libano, oggi si trova ad affrontare nuove sfide come ad esempio l'avanzata dei jihadisti dell'Is.

"I fatti che stanno avvenendo alle porte di Arsal - spiega Portolano- sebbene non interessino direttamente la nostra area di operazioni, hanno un loro peso specifico nella pianificazione delle varie attività operative che i caschi blu conducono, sia su terra sia in mare, in collaborazione e in coordinamento con le Laf. Questo pero' -assicura- non cambia il nostro modo d'operare sul territorio".

I termini del mandato previsto dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu non sono cambiati. "Stabilitá e sicurezza vengono assicurate attraverso la collaborazione ed il coordinamento di Unifil con il Governo libanese e le Laf", dice il generale Portolano.

Eppure ci sono ancora delle situazioni irrisolte che riguardano alcune aree critiche lungo la Blue Line, la linea di demarcazione fra Israele e Libano.

"Tra le principali -aggiunge- vi è la questione che riguarda la parte nord del villaggio di Ghajar. In questo caso siamo in presenza di una violazione permanente della Risoluzione 1701 da parte di Israele che mantiene stabilmente le proprie Forze Armate in questa parte del villaggio posto in territorio libanese".

Dall'adozione della Risoluzione 1701 nel 2006 "sono state fatte molte proposte per facilitare il ritiro delle truppe israeliane tenendo in debita considerazione fattori di carattere umanitario e di sicurezza. L'ultima proposta, in termini di tempo é stata inviata alle parti nel giugno 2011; a tutt'oggi, il Governo libanese si é pronunciato favorevolmente mentre siamo ancora in attesa di una risposta da parte di Israele".

Nel corso di un recente incontro tripartito presieduto dallo stesso comandante di Unifil, "sono stati trattati temi di particolare rilevanza - rileva Portolano - tra cui la situazione lungo la 'Linea di Demarcazione', lo stato dell'arte del processo di visualizzazione sul terreno della Blue Line attraverso il concordato posizionamento dei pilastri ''Blue Barrels'', dei quali oltre 220 sui circa 500 richiesti in totale, sono giá stati eretti".

L'ingresso in Libano di migliaia di siriani "potrebbe rappresentare -avverte il Comandante Unifil- una criticitá per quest'area nella considerazione che il tessuto economico e sociale potrebbe non essere in grado di accogliere cosí tanta gente. Dati ufficiali forniti dall'UNHCR, agenzia dell'Onu incaricata della gestione dei rifugiati, parlano di oltre 54.000 persone che si sono stabiliti nel settore di responsabilitá di Unifil, su una popolazione totale di circa mezzo milione di libanesi".

Nonostante il clima di tensione che si avverte in Libano la situazione nell'area di competenza del contingente italiano "é calma, stabile come del resto in tutta l'area di operazione di Unifil; basti pensare che dall'adozione della Risoluzione 1701 nel 2006, il Libano del sud sta vivendo uno dei periodi più calmi degli ultimi 30 anni", sottolinea il Generale Luciano Portolano.

"Il lavoro svolto dai soldati italiani -conclude Portolano- é particolarmente apprezzato sia dalle Forze Armate Libanesi sia dalla popolazione locale per la professionalità e il modo di porsi dei nostri soldati, un miscela vincente di fermezza e flessibilità".

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