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Libano: è il ventenne Zureiqat il nuovo emiro delle Brigate Abdullah Azzam

07 ottobre 2014 | 11.58
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E' Sirajuddin Zureiqat, ventenne, il nuovo emiro delle Brigate Abdullah Azzam, la principale organizzazione jihadista attiva in Libano e la prima a essere incaricata da al-Qaeda di condurre attentati nel Paese dei Cedri. Tra le azioni rivendicate dalle Brigate, l'attentato contro l'ambasciata dell'Iran e del Kuwait a Beirut. In lui sono riposte le speranze di rilancio del gruppo, che negli ultimi mesi ha subito diversi colpi. A iniziare dall'uccisione del precedente emiro, il saudita Majed al-Majed, pluriricercato dagli Stati Uniti, dall'Arabia Saudita e dall'Iran e morto il 4 gennaio in un ospedale di Beirut dove era stato ricoverato dopo essere stato ferito. Ad indebolire il gruppo sono stati anche l'arresto del suo ideologo Jamal Daftardar e dell'esperto nell'uso di esplosivi Bilal Kayed.

Fonti citate dal quotidiano Al-Akhbar spiegano che ''l'assenza di leader e i colpi subiti hanno costretto l'organizzazione a scegliere un nuovo leader, lo sceicco Zureiqat, nominato comandante generale della delle Brigate Abdullah Azzam". Inizialmente noto come portavoce della cellula Hussein Bin Ali delle Brigate, Zureiqat divide i jihadisti tra chi lo considera esperto e saggio, e chi ritiene che abbia fatto molti errori durante il suo mandato. Poco più che ventenne e originario di Beirut, Zureiqat oggi vive tra Zabadani e Qalamoun, da dove sferra attacchi costanti via Twitter contro Hezbollah e l'esercito libanese. Nel 2011 fu arrestato dai servizi segreti dell'esercito libanese a Beirut e poi liberato su mediazione dello Sheikh Shadi al-Masri, collaboratore dell'ex mufti libanese Mohammed Rashid Qabbani. La sua ultima apparizione risale a due settimane fa sulle montagne vicino ad Arsal quando, rivolgendosi ai soldati rapiti, ha detto: ''i mujahedin hanno preso l'Iraq in pochi giorni e a breve possono essere nel centro di Beirut''.

Contro la sua nomina è stato Naim Abbas, che già mesi prima di essere arrestato ha disertato dalle Brigate Abdullah Azzam. La sua defezione, scrive al-Akhbar, è riconducibile a divergenze con Sheikh Toufiq Taha e alla sua opposizione alla nomina di Zureiqat alla leadership del gruppo perché lo ritiene non qualificato. Altri miliziani hanno invece deciso di abbandonare Abdullah Azzam a favore del Fronte al-Nusra e dello Stato islamico (Is), che secondo le fonti di al-Akhbar hanno attirato combattenti per i metodi usati e per la rapida avanzata, in contrasto con la tecnica della ''pazienza e calma'' adottata dal gruppo libanese. Tra i disertori 'di rilievo', il giornale cita Naim Abbas, Ahmed Taha e Wassim Naim. Taha è poi diventato emiro dell'Is a Qalamoun, ma è rimasto ucciso ad Arsal ad agosto negli scontri con l'esercito libanese.

Sempre ad Arsal, l'organizzazione ha perso due dei suoi leader, Abu Elias al-Arsali e un esponente di spicco del clan al-Hamid. Stando alla ricostruzione, i due erano stati personalmente incaricati da Zureiqat di pianificare le operazioni e di addestrare le reclute.

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