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Libano: patriarca maronita, punto morto in crisi presidenziali

30 giugno 2014 | 09.43
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(Aki) - Sono a un ''punto morto'' i tentativi per risolvere la crisi in Libano per l'elezione del successore di Michel Suleiman, il cui mandato presidenziale è scaduto lo scorso 25 maggio. Ad ammetterlo è il patriarca maronita Beshara al-Rai, che punta il dito contro quei partiti che hanno boicottato le sessioni convocate dal Parlamento per eleggere il nuovo inquilino di palazzo Baabda ritenendoli responsabili della crisi in corso.

Secondo quanto si legge sul quotidiano An Nahar, infatti, al-Rai accusa del fallimento ''i partiti libanesi che stanno rifiutando di partecipare alle elezioni presidenziali''. Compresi i leader dei blocchi cristiani in Parlamento che hanno boicottato le sessioni parlamentari, tra cui quello del deputato Michel Aoun che preme per un accordo su un candidato presidenziale condiviso. Ma anche i deputati della coalizione dell'8 Marzo, capeggiata da Hezbollah, la cui assenza in Parlamento ha fatto mancare il quorum necessario all'elezione del nuovo presidente.

In diverse occasioni in cardinale maronita ha esortato i deputati a partecipare alle sessioni parlamentari per mettere fine al vuoto presidenzia nel Paese.

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