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Libano: presidenziali, il voto di giovedi' e l'accordo che non c'e'/Aki

12 maggio 2014 | 15.46
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(Aki) - L'accordo non si trova. Il rischio del vuoto di potere sta per diventare realta'. Il Libano, che subisce le conseguenze della guerra nella vicina Siria, rischia di restare senza un presidente, che per un 'patto nazionale' di piu' di 70 anni fa deve essere un cristiano maronita. Il 25 maggio termina il mandato di Michel Suleiman alla presidenza e per giovedi' e' prevista una nuova sessione, la quarta, del Parlamento per il voto. I leader politici rivali cristiani del Libano, da sempre divisi, non riescono a trovare un ''compromesso''. Le vecchie spaccature tra il fronte alleato di Usa, Francia e Paesi arabi del Golfo e quello allineato con Teheran e il regime di Assad, sono acuite dalla guerra in Siria.

Stamani l'ex presidente e leader delle Falangi, Amin Gemayel, ha messo in guardia dalle ''drastiche e pericolose ripercussioni sul Libano e sulle sue istituzioni'' del vuoto di potere dopo un incontro con il patriarca cattolico maronita libanese Beshara al-Rahi. Il patriarca ha sempre un ruolo di spicco nell'indicazione del candidato. ''E' molto importante intensificare gli sforzi affinche' le elezioni si svolgano nei tempi previsti'', ha detto Gemayel citato dal sito web del giornale The Daily Star. L'ex presidente, noto per le sue posizioni antisiriane, e' stato al potere dal 1982 al 1988, e' ora interessato a un ritorno e negli ultimi giorni ha avuto una serie di ''contatti'' con vari leader politici libanesi.

Il 72enne Gemayel, il cui nome appare in questi giorni sulla stampa italiana per le vicende legate al caso Dell'Utri e Scajola, ha avuto un faccia a faccia anche con l'80enne generale Michel Aoun, leader della Libera corrente patriottica, sostenuto da Hezbollah, le cui milizie sono impegnate nel conflitto nella vicina Siria al fianco delle forze del regime di Assad. Entrambi hanno riferito di colloqui ''positivi'', ma la 'guerra' continua. Dal patriarca oggi c'era anche Nader Hariri, consigliere dell'ex premier sunnita Saad Hariri, figlio ed erede politico di Rafiq, ucciso in un attentato a Beirut nel 2005. E sempre oggi a Parigi, il parlamentare Sami Gemayel - figlio di Amin - ha visto proprio Saad Hariri, che da tempo vive lontano dalla patria. (segue)

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