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Libano, venditore oggetti sacri a Qana: "Migliaia di pellegrini qui dove è stato Gesù"

08 maggio 2022 | 16.29
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(dall’inviata Silvia Mancinelli) “Da qui è partito Gesù Cristo con i suoi apostoli, qui ha fatto il primo miracolo trasformando l’acqua in vino. Ne sono sicuri gli storici, che hanno analizzato scrupolosamente anche l’altra Cana palestinese, misurando le distanze e considerando le rocce scolpite lungo il sentiero che porta alla grotta dove Gesù trovò riparo. E ne sono convinto io, che vedo passare migliaia di turisti e credenti in pellegrinaggio”. Ali Al Shami è un libanese di fede musulmana che, all’ingresso di un’area considerata “santa”, ha un chiosco pieno zeppo di Madonne e rosari.

“Anche la vallata alle mie spalle che arriva fino in Palestina si trova nel Vangelo, sotto c'è frantoio di uva dove si faceva il vino, anche quello descritto nelle Sacre scritture - spiega - In queste rocce è scolpita l’Ultima Cena di Gesù, il suo volto e quello di Giovanni che lo ha battezzato". E poi la Madonna, Gesù bambino, il miracolato Lazzaro e, proprio a memoria di quanto descritto nella Bibbia, la sposa di Cana: segni lasciati al tempo di Cristo, ci dice una archeologa, per documentare il proprio passaggio qui.

I turisti che vengono in pellegrinaggio in questo posto, la maggior parte cristiani di nazionalità filippina ed etiope che in Libano lavorano come badanti e colf, usano allacciare un pezzo di stoffa, fazzoletti e perfino le mascherine ai rami come un voto.

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