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Jugoslavia: Liberland, 300mila richieste cittadinanza, 'siamo una nazione'

28 aprile 2015 | 13.49
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Si allunga la lista degli Stati emersi dopo la dissoluzione della Jugoslavia: l'ultimo nato si chiama Liberland, è stato fondato il 13 aprile su iniziativa del politico ceco Vit Jedlicka su un fazzoletto di terra disabitato di sette chilometri quadrati sulla riva occidentale del Danubio, al confine tra Serbia e Croazia (Foto).

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Dal sito di Liberland

Si allunga la lista degli Stati emersi dopo la dissoluzione della Jugoslavia: l'ultimo nato si chiama Liberland, è stato fondato il 13 aprile su iniziativa del politico ceco Vit Jedlicka su un fazzoletto di terra disabitato di sette chilometri quadrati sulla riva occidentale del Danubio, al confine tra Serbia e Croazia vicino Zmajevac (Croazia) e Backi Monostor (provincia autonoma della Vojvodina, in Serbia) (Foto).

L'area è 'terra nullius', non è rivendicata né dalla Serbia né dalla Croazia, si legge sul sito della nuova entità, dove è possibile fare richiesta di cittadinanza, se desiderosi di rispettare gli altri e le loro opinioni, senza considerazioni di razza, etnia, orientamento o religione, si abbia rispetto per la proprietà privata, non si siano commessi reati e non si abbia un passato estremista.

"Siamo una nazione - dice orgogliosamente alla Dpa il presidente e fondatore, Jedlicka con riferimento al terzo stato sovrano più piccolo esistente, dopo il Vaticano e Monaco - Abbiamo 300mila richieste". Euroscettico contrario all'eccesso di norme, regole e tasse, Jedlicka ha scelto come motto "Vivi e lascia vivere", perché Liberland "si vanta di poter offrire ai propri cittadini libertà personale ed economica, garantite per Costituzione" tanto da limitare i poteri della politica, che non deve mai interferire troppo con le libertà della nazione". Le tasse esisterebbero sotto forma di contributi volontari.

Per il momento non ci sono state grandi reazioni da parte di Serbia e Croazia all'annuncio della nascita del nuovo 'vicino'. Belgrado non la considera una cosa "seria" e pertanto da commentare, mentre da parte croata Jedlicka è considerato semplicemente un "intruso virtuale" perché il suo paese esiste solo su Internet, hanno commentato alcuni diplomatici di Zagabria. Il fondatore di Liberland ad ogni buon conto ha inviato "note diplomatiche" alle ambasciate serba e croata a Praga. "Tutto ciò che chiediamo è di essere lasciati in pace sul nostro territorio".

Liberland sarebbe lo stato numero 8 emerso dopo la fine della Jugoslavia con Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro, Kosovo, Bosnia Erzegovina, Macedonia. Se non si tiene conto di un altro esperimento avviato una decina di anni fa da un nostalgico della federazione, il serbo Blasko Gabric. Uno stato microscopico, situato 60 chilometri circa ad est di Liberland, vicino Subotica. E' stato fondato il 2 maggio 2002 per reazione e contrasto al processo di dissoluzione della ex Jugoslavia e per preservare lo spirito dello stato federale.

Yugoland consisteva in una parte (tre ettari) della proprietà del suo fondatore che aveva offerto la cittadinanza a tutti i nostalgici della vecchia Jugoslavia. Nel primo anniversario della sua fondazione, il nuovo stato aveva 8mila cittadini. Un anno fa Gabric ha però dovuto constatare l'impossibilità di continuare a coltivare il progetto, di cui si è offerto di cedere la gestione alla città di Subotica.

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