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Libia, Borrell: "Cessate il fuoco va monitorato"

20 gennaio 2020 | 10.10
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L'Alto Rappresentante Ue per gli Affari Esteri: "Ma non lo abbiamo ancora, è una tregua". Conte: "Passi avanti significativi". Guterres: "Europa importante per la pace"

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(AFP)

Sulla Libia "nessuno ha concordato nulla finora, non posso anticipare soluzioni" ma "è chiaro che un embargo sulle armi richiede controlli di alto livello. E se vuoi mantenere il cessate il fuoco, qualcuno deve monitorarlo: le Nazioni Unite, l'Unione Africana, l'Unione Europea... qualcuno deve farlo". Lo sottolinea l'Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri, Josep Borrell, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. "Non si può lasciare il cessate il fuoco funzionare da solo ma non posso anticipare le decisioni dei ministri" aggiunge, rispondendo a chi gli chiede se l'Ue intenda inviare truppe nel Paese nel quale, precisa, "non abbiamo ancora un cessate il fuoco" bensì "una tregua, che è instabile e che può essere violata diverse volte al giorno. Senza un cessate il fuoco, sarà difficile prevedere un forte impegno dell'Ue" dice Borrell.

Tuttavia, aggiunge, nel Paese "la situazione è migliore rispetto a una settimana fa. Entrambe le parti hanno avanzato cinque nomi" di militari incaricati di "lavorare su un cessate il fuoco sostenibile. Questo non era possibile prima della conferenza di Berlino".

Intanto, il governo di accordo nazionale libico "non esiterà a cooperare con chiunque per respingere l'aggressione" a Tripoli, ha dichiarato in un'intervista alla 'Bbc' in lingua araba il capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al-Serraj, replicando a una domanda sul reclutamento di combattenti siriani in Libia da parte della Turchia.

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