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Libia, comandante Operazione Irini: "Pronti a fare nostra parte su monitoraggio del cessate il fuoco"

01 febbraio 2021 | 17.19
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Nella foto Fabio Agostini

"Una Libia stabile dovrebbe davvero essere l'obiettivo di tutti, perché aumenterebbe la sicurezza nella regione, migliorerebbe le condizioni di vita delle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo e anche la loro economia e questo aiuterebbe anche a regolare e ridurre i flussi migratori. Nel Mediterraneo centrale, nello svolgimento dei compiti previsti, l'operazione Irini ha sviluppato una solida esperienza nelle attività di monitoraggio non solo in mare, ma anche in aria e a terra. Inoltre, la nostra imparzialità è garanzia di legalità e credibilità. In quanto tale, se necessario, se richiesto dall’Onu e dalle autorità libiche e se deciso dai Paesi Europei, Irini è pronta a fare la sua parte anche nel monitoraggio di eventuali accordi di cessate il fuoco". E' quanto spiega all'Adnkronos l'ammiraglio Fabio Agostini, comandante dell'Operazione Eunavfor-Med Irini, parlando del ruolo della missione e della crisi libica.

Agostini precisa che "Irini non è l'unico strumento per porre fine al lungo conflitto libico. Irini è parte integrante di un processo che coinvolge percorsi politici, militari, economici e umanitari. Irini non è 'la soluzione', ma è uno strumento importante per porre le condizioni affinché la diplomazia possa favorire una soluzione permanente alla crisi libica". L'operazione, aggiunge, "potrebbe concludersi il giorno in cui il contributo militare dell'Unione non sarà più necessario per sostenere le conclusioni del processo di Berlino per una soluzione pacifica alla crisi libica".

L'ammiraglio definisce Irini una operazione "ancora giovanissima": "abbiamo dichiarato la 'full operation capability', ovvero la piena operatività, a settembre scorso. Il 31 marzo di quest’anno gli Stati membri sono chiamati a rinnovare il mandato. Credo che questo primo anno abbia convinto anche i Paesi più scettici sull’importanza e l’efficacia dell’Operazione anche grazie ai rilevanti risultati ottenuti nonostante sia iniziata in piena pandemia Covid-19 e le perduranti difficoltà con la disponibilità di assetti".

Quali sono dunque i risultati raggiunti finora dall'Operazione impegnata nel contrasto del traffico di armi, petrolio e esseri umani in Libia? Irini, riferisce Agostini, dall'inizio dell'attività "ha investigato circa 1.650 navi e 155 voli, monitorando 16 porti e terminal petroliferi, oltre a 25 aeroporti. Abbiamo effettuato 65 visite consensuali a bordo di mercantili e ispezionato 6 navi mercantili una delle quali, la Royal Diamond 7, è stata dirottata verso un porto greco impedendo la consegna di carburante per jet militari a Bengasi".

Inoltre, "ha rilasciato alle Nazioni Unite 18 rapporti speciali con prove sul traffico illegale di armi e di petrolio e 6 rapporti sulle navi ispezionate. Questi rapporti - spiega Agostini- riguardano sia traffici a favore della Tripolitania che della Cirenaica a dimostrazione che l'operazione Irini non è contro nessuno o nessun Paese specifico, ma implementa l'embargo sulle armi dell'Unscr in tutta l'area di operazioni, indipendentemente dagli attori coinvolti". I risultati fin qui ottenuti, rivendica il comandante, "sono frutto della grande passione e dedizione che tutto lo staff internazionale dell’operazione Irini ha dimostrato". Quanto al compito di addestrare la Marina e la Guardia Costiera libica, "al momento non è iniziato in attesa della chiusura dell’accordo con il Governo libico", ricorda Agostini.

Operazione Irini e Frontex, a seguito del recente accordo di cooperazione, "si supporteranno a vicenda con un focus primario sulla criminalità transfrontaliera e sulla condivisione delle informazioni afferenti i traffici illeciti nel Mediterraneo, anche mediante un uso coordinato di risorse satellitari. La cooperazione - evidenzia Agostini - rappresenta uno strumento importante in particolare per lo scambio di informazioni sulle navi mercantili sospettate di violare l'embargo sulle armi in Libia. Informazioni che per noi sono preziosissime perché servono per decidere se ispezionare o meno una nave".

"Le due organizzazioni - prosegue Agostini - potranno inoltre coordinare i loro sforzi reciproci per il rafforzamento delle reciproche capacità al fine di promuovere gli standard europei di gestione integrata delle frontiere. Questo aspetto potrebbe diventare sempre più importante anche nell'ambito dell'addestramento della Marina e della Guardia costiera libiche. Inoltre, questa cooperazione includerà lo scambio di analisi, rapporti e buone pratiche, il mutuo dispiegamento di esperti e il coordinamento tattico per l'uso e la razionalizzazione delle rispettive risorse".

"L’Unione Europea ha più volte sottolineato il nesso tra sicurezza interna ed esterna e l’importanza di creare una collaborazione tra le missioni militari e civili e le agenzie che si occupano di sicurezza interna. La nostra collaborazione va dritta in questa direzione. Penso che rappresentiamo un chiaro esempio di effettiva operatività dell'approccio integrato dell'Unione Europea e più in generale della Strategia Globale dell'Ue, fornendo un modello virtuoso che potrebbe essere replicato anche in altri teatri", conclude l'ammiraglio.

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