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Libia, Di Maio: "Inviato sarà personalità di alto profilo"

18 dicembre 2019 | 15.32
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Una personalità politica di "alto profilo", esperto dell'area, "una figura politica aiutata dal corpo diplomatico e dalla nostra intelligence". E' questo l'identikit dell'inviato speciale per la Libia che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato di voler nominare al più presto, nell'ambito degli sforzi per recuperare il terreno perso in Libia. "Una figura che viaggerebbe tra la Tripolitania e la Cirenaica e poi nelle capitali dei Paesi coinvolti nel dossier libico, negoziando per conto dell'Italia", spiegano all'Adnkronos fonti diplomatiche all'indomani dell'annuncio del titolare della Farnesina, riconfermato oggi nel corso di un question time alla Camera.

Di Maio ha ribadito che la stabilizzazione della Libia resta "una priorità assoluta per il governo", avvertendo che "la recrudescenza delle ostilità e la marcata internazionalizzazione del conflitto stanno esponendo il Paese al rischio di una sanguinosa guerra civile, aggravata da una guerra per procura". E, riferendo degli incontri avuti ieri a Tripoli, Bengasi e Tobruk, ha detto di avere chiesto "con chiarezza a tutti gli interlocutori di adoperarsi per un'immediata de-escalation del conflitto, in vista della conferenza di Berlino".

Al presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez Serraj, ha detto il ministro,"ho sottolineato le forti riserve per gli accordi recentemente sottoscritti con la Turchia" in materia di sicurezza e di delimitazione dei confini marittimi che "complicano uno scenario già particolarmente complesso". Ad Haftar, che "conto di incontrare prossimamente a Roma, ho chiesto di contribuire ad una soluzione politica della crisi, stessa richiesta che ho fatto a Saleh: l'unica soluzione possibile è attraverso il dialogo politico e l'iniziativa diplomatica".

L'incontro con il generale, iniziato con la solite accuse contro "i terroristi di Tripoli", riferiscono le fonti, è stato accolto con grande disappunto nella capitale. In un tweet, Abdurraham Shater, membro dell'Alto Consiglio di Stato, ha definito su Twitter la visita di Di Maio a Bengasi "una provocazione". "Pensavamo che l'Italia fosse un alleato affidabile. La visita del ministro degli Esteri ad Haftar, aggressore della legalità, ha annullato tutto questo - ha denunciato - e ci saranno ripercussioni negative sulle relazioni tra i due Paesi, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza marittima e questo creerà contrasti in Italia. L'ultima cosa che ci aspettavamo era che venisse tesa la mano ad un criminale, una provocazione per le sue vittime libiche".

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