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Libia: ex jihadista, minacce Is contro Italia sono concrete

07 maggio 2015 | 15.44
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Noman Benotman ha preso le distanze dall'islamismo e oggi è presidente della Fondazione Quilliam, un think tank con sede a Londra: "Si riferiscono al fatto che il Paese ospita il più conosciuto simbolo del cristianesimo, il Vaticano". E sottolinea: "Miliziani Boko Haram pronti a combattere al loro fianco"

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Sono "concrete" le minacce rivolte dallo Stato Islamico (Is) all'Italia. Lo afferma in un'intervista ad Aki-Adnkronos International Noman Benotman, ex militante jihadista che ha preso le distanze dall'islamismo e che oggi è presidente della Fondazione Quilliam, un think tank con sede a Londra.

"Non stanno scherzando - spiega Benotman - ma le loro minacce contro l'Italia si riferiscono al fatto che il Paese ospita il più conosciuto simbolo del cristianesimo, il Vaticano. Questo simbolo - sottolinea -racchiude la loro avversione per l'Occidente e il cristianesimo".

Lo Stato islamico (Is) - prosegue l'ex jihadista, a margine della conferenza 'La Libia e il futuro della sicurezza nel Mediterraneo' organizzata dal Comitato Atlantico Italiano - è ormai diventato uno dei "principali attori" sullo scacchiere libico, si è dotato di una struttura, di una catena di comando e di fatto ha gettato le "basi" per la conquista della Libia.

Quanto al giuramento di fedeltà di Boko Haram allo Stato islamico (Is) può dare la spinta decisiva ai seguaci del califfato per sbaragliare le milizie islamiste in Libia, in particolare a Misurata, dice ancora Benotman.

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