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Libia, vertice di Vienna: "Pronti ad addestrare ed equipaggiare le forze di al-Serraj"

16 maggio 2016 | 17.29
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(Afp) - AFP

I Paesi riuniti a Vienna assicurano la loro disponibilità "a rispondere alle richieste del governo libico per addestramento ed equipaggiamento della guardia presidenziale (del governo di concordia nazionale libico di Fayez al-Serraj, ndr), e le forze che controlla in tutta la Libia", si legge nella dichiarazione congiunta firmata dai paesi che hanno preso parte oggi alla riunione di Vienna, copresieduta dal segretario di stato americano John Kerry e dal ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni. Una dichiarazione in cui si ribadisce il "deciso sostegno alla sovranità, integrità territoriale e unità" della Libia e la "determinazione" ad assistere le istituzioni nel loro percorso verso la prosperità con l'invio urgente di aiuti.

Il rifornimento di armi alle forze militari del governo di concordia avverrà non con il sollevamento dell'embargo dell'Onu ma attraverso richieste di eccezioni che la comunità internazionale è disposta ad accogliere pienamente. "Il Governo di concordia nazionale ha espresso la sua intenzione di presentare richieste appropriate di eccezioni all'embargo sulla vendita di armi al Comitato sanzioni sulla Libia per procurarsi le armi letali e il materiale necessari per contrastare i gruppi indicati come terroristi dall'Onu e per combattere Daesh nel Paese. Noi sosteniamo pienamente questi sforzi continuando ad attuare l'embargo dell'Onu", si legge nel comunicato in cui si sollecitano anche le realtà economiche del paese a operare sotto gli auspici del governo di concordia nazionale riconosciuto come unico governo legittimo della Libia.

"Tutti i segmenti della società di tutte le regioni libiche devono trovare la loro collocazione nel processo politico e contribuire a definire il percorso verso la stabilità", si sottolinea nella dichiarazione, in cui sollecitano le nuove autorità libiche a "rafforzare" il coinvolgimento delle parti in Libia e a ricercare "meccanismo efficienti per un dialogo per sostenere la riconciliazione".

Si riconosce inoltre "la necessità di rafforzare gli sforzi di coordinamento per i legittimi militari libici e le forze di sicurezza che sono sollecitate a lavorare velocemente per creare un comando unificato, per coordinare la lotta contro l'Is e altri gruppi terroristi in territorio libico. "Garantire la sicurezza e difendere il paese dal terrorismo deve essere il compito di forze di sicurezza nazionali unite e rafforzate. I libici devono combattere uniti contro il terrorismo", si sottolinea.

I paesi del 'formato di Roma', che avevano cioè preso parte alla riunione di Roma dello scorso 13 dicembre, (Algeria, Ciad, Cina, Egitto, Francia, Germania, Giordania, Italia, Malta, Marocco, Niger, Qatar, Russia, Arabia saudita, Spagna, Sudan, Tunisia, Turchia, Emirati arabi uniti, Gran Bretagna, Stati Uniti, Ue, Onu, Lega araba e Unione africana) assicurano il loro impegno "a cessare il sostegno e ogni contatto ufficiale con istituzioni parallele che non sia il governo di concordia nazionale", considerato "l'unico destinatario legittimo di assistenza di sicurezza internazionale, incaricato di mantenere e proteggere le risorse libiche a beneficio dei libici".

I partecipanti all'incontro di oggi assicurano la loro disponibilità anche a riaprire le loro missioni diplomatiche a Tripoli, non appena il governo sarà in grado di garantire la loro sicurezza.

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