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Libia, Haftar a Putin: "Pronto a continuare a Mosca dialogo per la pace"

17 gennaio 2020 | 08.37
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Lo rende noto il Cremlino. Il generale in Grecia. Erdogan: "Haftar non è affidabile"

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(Fotogramma)

Il generale libico Khalifa Haftar ha scritto una lettera al presidente russo Vladimir Putin dicendogli di essere pronto a recarsi a Mosca per proseguire i colloqui sull'iniziativa di pace per la Libia. Lo ha reso noto il Cremlino. ''Vi ringrazio ed esprimo il mio pieno sostegno all'iniziativa russa di tenere colloqui di pace a Mosca, con l'obiettivo di portare la pace in Libia. Confermo che siamo pronti ad accettare il vostro invito a recarci nella Federazione russa per continuare il dialogo che è iniziato'', si legge nella missiva, secondo quanto diffuso dal Cremlino. Sia Putin, sia Haftar saranno presenti domenica alla Conferenza di Berlino sulla Libia.

''Il cessate il fuoco in Libia viene rispettato'', ha confermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nella conferenza di stampa annuale. ''Il fatto principale è che il cessate il fuoco, che è stato annunciato prima dell'arrivo a Mosca'' dei soggetti coinvolti nel conflitto in Libia, ''viene rispettato. Questo è un passo in avanti notevole e noi speriamo che continui a essere rispettato'', ha aggiunto Lavrov, revelando che è ''stata quasi raggiunta l'intesa'' sulla bozza dell'accordo della Conferenza di Berlino, che ''non contiene alcun elemento che contraddice le decisioni del Consiglio di sicurezza'' delle Nazioni Unite. ''Abbiamo sostenuto sin dal principio l'iniziativa di tenere una conferenza (sulla Libia, ndr) a Berlino. Più Paesi vorranno aiutare i libici a creare le condizioni per risolvere le crisi, meglio sarà'', ha proseguito Lavrov. La Russia, ha aggiunto, ''ha partecipato a tutti i cinque incontri preliminari. I documenti finali sono ora praticamente concordati. Rispettano pienamente le decisioni adottate dal Consiglio di sicurezza sulla questione libica e non contengono alcuna disposizione che contraddice le decisione del Consiglio di sicurezza''.

Lavrov, che accompagnerà Vladimir Putin a Berlino domenica, ammette tuttavia che i colloqui saranno difficili e che le relazioni tra Fayez Serraj e Khalifa Haftar sono "molto tese". "Più Paesi partecipano agli sforzi di pace in Libia - ha sottolineato - meglio è. Non è facile convincere queste persone, dobbiamo unire le forze. I rapporti sono molto tesi, non vogliono neanche stare nella stessa stanza, figurarsi parlarsi".

Il generale Haftar oggi si trova ad Atene. La Grecia è ''pronta ad aiutare la Libia'' in modo che diventi ''uno Stato moderno e democratico'' nel quale ''i cittadini possano esprimersi liberamente'' ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias al termine di un incontro di 90 minuti ad Atene con Haftar. Un incontro descritto da Dendias come ''lungo e interessante'', durante il quale il ministro greco ha chiesto ad Haftar di recarsi alla Conferenza di Berlino in programma domenica con ''uno spirito costruttivo'' per raggiungere un accordo duraturo sul cessate il fuoco e il ritiro dei mercenari.

Augurandosi che ''la Germania protegga le posizioni europee'' alla Conferenza di Berlino, Dendias ha detto che ''Haftar ha condiviso le nostre posizioni''. La Grecia contesta al governo di accordo nazionale di Tripoli del premier Fayez al-Serraj di aver firmato un accordo con la Turchia sui confini marittimi e la sicurezza. La Grecia non è stata invitata alla Conferenza di domenica. Alle 13, ora locale, l'incontro tra Haftar e il premier greco Kyriakos Mitsotakis.

Dal canto suo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato ad attaccare Haftar. ''Non è affidabile'' ha detto, aggiungendo che le forze di Haftar continuano ad attaccare Tripoli violando il cessate il fuoco. Lo riporta l'agenzia di stampa Anadolu.

Intanto il governo di accordo nazionale di Tripoli del premier Fayez al-Serraj ha chiesto alla Germania di invitare la Tunisia e il Qatar a partecipare alla Conferenza di Berlino. Lo riporta l'emittente al Ahrar, spiegando che il ministero degli Esteri libico ha inviato una lettera all'ambasciata tedesca a Tripoli con la richiesta.

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