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Libia, "la liberazione totale di Sirte è molto vicina"

11 agosto 2016 | 15.16
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(AFP PHOTO) - (AFP PHOTO)

"Le nostre forze hanno preso il controllo dei centri di comando dell'organizzazione dello Stato islamico (Is) nel centro di Sirte e la liberazione totale della città è molto vicina". E' quanto annuncia ad Aki-Adnkronos International il capo del Consiglio presidenziale del governo di consenso nazionale libico, Fayez Serraj.

"Il Consiglio presidenziale ha elaborato una strategia nazionale e un piano d'azione per far fronte al terrorismo dovunque si trovi sul suolo nazionale", spiega Serraj, precisando come questa strategia "ha avuto inizio con la creazione delle sale operative militari allo scopo di assediare l'Is e sbarrargli tutte le strade".

Il premier designato sottolinea come "i nostri ufficiali e soldati hanno realizzato grandi vittorie contro l'Is nella città di Sirte e ora l'organizzazione è assediata in spazi ristretti, ma si è trincerata in luoghi non lontani dai quartieri residenziali. Per questo - precisa - per salvaguardare l'incolumità dei civili e per evitare perdite tra le file delle nostre forze in caso di assalto a queste linee abbiamo deciso di mettere in atto la nostra adesione alla Coalizione internazionale creata per combattere l'Is e abbiamo chiesto un aiuto aereo con operazioni mirate e precise contro quelle linee e per un periodo limitato".

A questo proposito, Serraj assicura che "queste operazioni non andranno oltre la città di Sirte", affermando che "gli aerei americani hanno effettivamente iniziato i bombardamenti per aprire la strada a un avanzamento delle nostre forze".

C'è "una consultazione costante tra noi e l'Italia, che ha annunciato sin dall'inizio il suo sostegno al governo di consenso nazionale e prodiga sforzi lodevoli affinché la Libia superi la crisi che sta attraversando" dichiara ancora Serraj.

Sempre sui rapporti tra Libia e Italia, il capo del Consiglio presidenziale mette in evidenza che "le relazioni con l'Italia sono buone ed eccellenti, è il vicino europeo a noi più prossimo. Siamo stati a Roma e abbiamo incontrato il premier Matteo Renzi e abbiamo accolto a Tripoli il ministro degli Esteri (Paolo Gentiloni, ndr) e altri responsabili". Serraj manifesta poi "la volontà di sviluppare i nostri rapporti in tutti i settori".

A proposito del trattato Italia-Libia di amicizia, il capo del Consiglio presidenziale ha annunciato che Tripoli rispetterà "gli accordi siglati e che ora non sono attivi a causa delle circostanze che stanno attraversando il nostro Paese".

Al momento, prosegue, "siamo ancora in attesa che il Parlamento ottemperi agli impegni previsti nell'accordo politico e convochi una seduta con il quorum per dare la fiducia al governo, come sancito dall'accordo adottato a Skhirat in Marocco e che tutte le parti politiche, tra cui il Parlamento, hanno firmato" afferma Serraj, in merito al voto di fiducia che il Parlamento di Tobruk deve ancora esprimere sul suo esecutivo.

"A metà febbraio scorso - continua - abbiamo presentato una formazione di governo ridotta su richiesta del Parlamento ma da quel momento questo non è riuscito a convocare una seduta per votare la fiducia all'esecutivo a causa di divergenze e manovre politiche".

Il premier designato sottolinea come "di fronte alle difficoltà e ai problemi che i cittadini devono affrontare e che non possiamo ignorare, noi del Consiglio presidenziale abbiamo preparato una delega temporanea a tutti i ministri affinché assumessero i propri incarichi con pieni poteri e competenze. Questo - aggiunge - era un passo doveroso a servizio del cittadino e per trovare soluzioni ai problemi quotidiani della gente".

Serraj esprime quindi la speranza che "l'interesse nazionale abbia la meglio su quei membri del Parlamento che ostacolano la convocazione della seduta" per votare la fiducia al governo di consenso.

Quanto alla decisione di formare una Guardia presidenziale libica, ai suoi compiti e alla durata del suo mandato, il capo del Consiglio presidenziale libico spiega che la creazione di questo corpo "ha come obiettivo quello di proteggere le istituzioni nazionali, i membri del Consiglio presidenziale e quelli del governo", precisando che "non è stata ancora completata", ma che "vi sono programmi per l'addestramento e l'armamento che attendono la revoca dell'embargo sulle armi".

Serraj parla poi della situazione economica e di sicurezza a Tripoli, affermando che questi due dossier, assieme "alla riconciliazione nazionale, hanno la priorità nel programma di governo" e questo non solo nella capitale ma "in tutta la Libia".

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