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Libia: parlamento autorizza 'forza militare' per riconquista porti occupati

10 marzo 2014 | 15.04
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(Aki) - L'Assemblea generale libica ha ordinato all'esercito di formare una "forza militare" incaricata di "liberare i terminal petroliferi (occupati dai separatisti della Cirenaica, ndr) e rompere l'assedio". Lo ha annunciato il portavoce dell'Assemblea, Nuri Abu Sahmain, all'agenzia ufficiale Lana. Il provvedimento e' arrivato dopo che il ministero della Difesa ha schierato navi e aerei militari al largo del porto di Sidra, 20 km circa da Ras Lanuf, per bloccare una petroliera della Corea del Nord che ieri e' stata caricata di petrolio dai separatisti che controllano il terminal. Al momento, la nave e' ancora bloccata al porto di Sidra.

La Lana riportava ieri che il ministero della Difesa ha dato disposizione ai militari di "occuparsi" della nave Morning Glory, dopo che i ribelli hanno ignorato l'ordine di Tripoli di smettere di imbarcare petrolio a bordo della nave e il ministro della Cultura Amin al-Habib ha minacciato di "trasformarla in un mucchio di metallo". Anche il premier Ali Zeidan, due giorni fa, aveva minacciato di bombardare la Morning Glory, che puo' trasportare fino a 350mila barili di greggio, mentre il ministro del Petrolio, Omar Shakmak, ha lanciato accuse di "pirateria".

Sulla questione hanno preso posizione anche gli Stati Uniti. Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, ha espresso "profonda preoccupazione" per il carico di petrolio "ottenuto illecitamente" dalla nave della Corea del Nord. "Questa iniziativa e' contro la legge ed equivale a un furto al popolo libico", ha detto Psaki. Ma Abb-Rabbo al-Barassi, primo ministro dell'autoproclamato governo della Cirenaica, non ha esitato a parlare di "guerra" nel caso di invio di navi militari da Tripoli. Se la partenza della petroliera sara' impedita, "la risposta delle forze di difesa della Cirenaica, del personale addetto alla sicurezza del petrolio e dei rivoluzionari sara' decisiva - ha detto - Una mossa del genere equivarrebbe a una dichiarazione di guerra".

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