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Libia: record di violenze e traumi impedisce ripresa, generazione a rischio

08 maggio 2014 | 12.46
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(Aki) - E' un vero e proprio allarme per il livello delle violenze registrate tra i bambini e il record di traumi psicologici registrato in Libia a tre anni dalla rivoluzione che ha deposto il regime di Muammar Gheddafi dopo 42 anni al potere quello che viene lanciato dal ministero della Cultura e della Societa' civile in Libia. Un conflitto che, nel 2011, ha causato la morte di circa 25mila persone e il ferimento di altre 50mila, secondo dati del Consiglio nazionale di transizione, l'ex governo ad interim. Il conflitto, e prima ancora decenni di repressione da parte del regime Gheddafi, hanno lasciato cicatrici psicosociali da cui la popolazione non riesce a guarire. Tra queste il disturbo da stress post-traumatico e la depressione suicida, con un numero crescente di ricoveri presso l'ospedale psichiatrico di Tripoli. "Prima della guerra, eravamo abituati a vedere 7-10 nuovi pazienti al giorno - ha detto all'agenzia 'Irin' Abdulrauf Idres, psichiatra presso l'ospedale - Ora molto di piu', tra i 20 e 30".

Se da un lato sono calati i pensieri suicidi piu' comuni appena dopo la guerra soprattutto tra gli ex combattenti, come spiega la psicologa Tatiana Nasser che lavora presso il Libia Youth Center, sta aumentando il numero di persone che mostrano sintomi meno violenti di tress post-traumatico: i bambini soffrono di mancanza di fiducia in se stessi, timidezza o iperattività e tricotillomania, ha detto. Un altro segnale allarmante è l'aumento di reati e l'uso di droghe. Denunciando un aumentato tasso di criminalita', il capo della polizia di Tripoli Mohammed Swaisi ha denunciato 3.597 reati nel primo semestre del 2013. Abdullah Fannar, vice direttore dell'ospedale della capitale, ha inoltre riferito di aver notato molte più persone tossicodipendenti dalla fine della rivoluzione. Si tratta di ex rivoluzionari che soffrono di stress post-traumatico. "La famiglia, che è la base della società libica, è stata distrutta dopo la guerra", ha detto Idres. "I giovani che guadagnavano i soldi sono stati uccisi o non sono in grado di lavorare a causa di traumi o abuso di droghe. Così sono distrutti loro e tutta la loro famiglia. Si tratta di un circolo vizioso", ha aggiunto. (segue)

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