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Libreria di Catania: 'Qui non si vende il libro di Riina'. La titolare: "Idea che si sta allargando"

07 aprile 2016 | 11.43
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"In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina". E' quanto si legge su un piccolo cartello affisso all'ingresso della libreria 'Vicolo Stretto' di Catania, che ha deciso di non vendere il libro 'Riina, Family Life' (edizioni Anordest), al centro di numerose polemiche per la partecipazione del figlio del capomafia alla trasmissione 'Porta a Porta'.

La fotografia del cartello è stata pubblicata anche su Facebook da Angelica Sciacca, proprietaria della piccola libreria, che scrive: "Chiedo a tutti i miei colleghi di affiggere lo stesso cartello".

"Ho pianto dopo aver letto il post pubblicato da Salvatore Borsellino. Vendere questo libro non mi sembra corretto nei confronti delle vittime di mafia e dei loro parenti. Pubblicare un libro del genere e leggere un libro del genere non suscita nessun interesse. Ho preso questa decisione perché da siciliana sento che questa è la scelta giusta". Lo ha detto la titolare della libreria, parlando a 'Radio Cusano Campus', emittente dell'Università Niccolò Cusano (ASCOLTA).

"Spero che la mia idea possa essere ripresa e allargarsi a macchia d'olio per espandersi ad altre librerie e, in effetti, sta accadendo - ha proseguito Angelica Sciacca -. Mi hanno chiamato molti da Palermo e anche loro stanno attaccando all'ingresso della libreria questo cartello. A tutti quelli che vogliono comprare il libro del figlio di Riina, chiedo di mettersi una mano sulla coscienza prima dell'acquisto e di pensarci bene. Sono davvero convinti di voler contribuire con il proprio denaro a una cosa del genere? Si devono chiedere se davvero vogliono leggere quel libro. La legalità e il rispetto sono le nostre linee guida".

Avrei preferito non dovere scrivere queste righe, avrei preferito non essere costretto ad essere assalito dal senso di...

Pubblicato da Salvatore Borsellino su Mercoledì 6 aprile 2016

"Io non ho bisogno di sapere dal figlio di Riina chi era Riina, lo sappiamo tutti cosa faceva - ha aggiunto Angelica Sciacca - sicuramente non mi servirà leggere questo libro per conoscere la mafia e per capire come va combattuta. Qualcuno mi ha anche attaccato per questa mia presa di posizione. Alcuni sono entrati in negozio chiedendo il perché di quel cartello e io gli ho spiegato che la mia era una scelta etica. Altri mi accusano di volermi fare pubblicità, francamente non mi interessa. Invitare su una rete pubblica il figlio di un mafioso non mi è sembrato affatto giusto".

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