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Licenziamenti, emendamento Pd a Dl Sostegni Bis: stop fino al 30 settembre

10 giugno 2021 | 19.23
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La proposta dem: Cig Covid fino al 30/9 per le imprese in crisi e blocco dei licenziamenti nel periodo di fruizione della Cig. Sono circa 4mila gli emendamenti del decreto

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Cig Covid fino al 30 settembre per le imprese in crisi e blocco dei licenziamenti nel periodo di fruizione della Cig. E' quanto prevede un emendamento chiave del Pd al dl Sostegni Bis per sciogliere l'impasse sullo sblocco dei licenziamenti che scatterebbe dal 30 giugno. A quanto apprende l'Adnkronos, la proposta di modifica depositata in commissione Bilancio prevede altre 13 settimane di Cassa Covid dal primo luglio per le imprese che sottoscrivono un apposito accordo con le organizzazioni sindacali e che appartengono ai settori ancora in crisi, individuati con decreto ministeriale (lavoro-sviluppo economico). Durante questo periodo le imprese interessate non potranno licenziare.

Sono circa 4mila gli emendamenti del dl Sostegni Bis depositati in commissione Bilancio alla Camera. Il termine è scaduto alle 17.30 di oggi. Nei prossimi giorni arriverà una prima scrematura con l'indicazione delle proposte di modifica inammissibili.

Sul dl Sostegni Bis servono ulteriori chiarimenti sulla platea e l'indennizzo medio dei ristori. E' quanto rilevano i tecnici della Camera nel dossier sul decreto. "Andrebbero acquisiti gli ulteriori elementi di valutazione necessari ai fini della verifica della quantificazione (platea interessata e importo medio del contributo): ciò anche al fine di verificare la congruità delle risorse previste ad assicurare l’integrale soddisfacimento delle richieste", si legge nel documento. Chiarimenti che "appaiono necessari anche in considerazione del fatto la disposizione non configura l’onere come limite di spesa né è previsto un meccanismo di salvaguardia volto a contenere la spesa complessiva entro l’importo indicato", aggiungono.

E sul finanziamento ad Alitalia "andrebbe preliminarmente confermata la compatibilità con la normativa europea", tenendo a mente che un prestito di analogo tenore, ovvero il prestito ponte disposto con decreto nel 2017 e poi prorogato ed ampliato – è attualmente oggetto di un procedimento di indagine per aiuti di Stato. E' quanto rilevano i tecnici della Camera nel dossier sul Dl Sostegni Bis.

"A tal riguardo si rileva che qualora la misura non fosse riconosciuta come finanziamento ma come contributo, essa avrebbe effetto anche sul saldo di indebitamento netto poiché non sarebbe classificabile come operazione finanziaria ai sensi del Sec 2010 bensì come trasferimento in conto capitale, con impatto quindi anche sul saldo di competenza economica".

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