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Pa: 'licenziare furbetti del cartellino', due settimane fa il 'caso Sanremo'

03 novembre 2015 | 16.42
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Il dipendente comunale di Sanremo ripreso mentre timbra il cartellino in slip

I ‘furbetti del cartellino’ “devono essere licenziati”. Le parole del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, arrivano dopo il recente caso di Sanremo, quando si è scoperto che al Comune un dipendente su due non lavorava ma risultava presente in ufficio.

Un vero e proprio terremoto, scattato la mattina dello scorso 22 ottobre, quando gli uomini della Guardia di Finanza si sono presentati in Comune per arrestare 35 dipendenti, finiti ai domiciliari, con altre otto persone soggette alla misura cautelare dell’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, 71 denunciati a piede libero e altri 82 dipendenti risultati colpevoli di condotte illecite. Le Fiamme Gialle hanno accertato che su 528 dipendenti 196 non rispettavano l'orario previsto, timbrando il cartellino e poi uscendo subito dopo oppure facendosi timbrare il documento da colleghi.

A far scalpore, in particolare, le immagine registrate dalle telecamere nascoste, in cui si vede un dipendente in maglietta e slip mentre timbra il cartellino. Un altro andava regolarmente a fare canottaggio durante tutto il turno di lavoro, segnandosi anche lo straordinario. L'uomo in mutande era il custode di una delle sedi distaccate degli uffici comunali, che vive all'interno dell'edificio. Si era appena alzato dal letto per timbrare in orario per poi – sospettano i finanzieri - tornare nel suo appartamento, forse a dormire. In un'altra immagine si vede la figlia del custode timbrare il cartellino.

Ma a parte questi casi più pittoreschi, quello che si capisce guardando le immagini, è che al Comune di Sanremo il ‘sistema’ era ormai ben rodato. In molti video infatti si scopre che ogni impiegato timbrava in realtà diversi cartellini per i colleghi che erano al bar o in negozio a fare shopping. La regola insomma, era timbrare e andarsene via, oppure far timbrare il proprio badge da un collega per coprire ritardi o uscite anticipate.

Durante i primi interrogatori davanti al gip del Tribunale di Imperia, i dipendenti comunali indagati non hanno voluto parlare. Il primo a rompere il silenzio è stato proprio il dipendente in mutande, che è un vigile. Si chiama Alberto Muraglia e al giudice ha spiegato che si stava mettendo i pantaloni per andare a fare un servizio urgente". "Muraglia abita in locali contigui all'ufficio" ha spiegato il legale che lo assiste. ''Muraglia – ha detto all'Adnkronos l’avvocato Alessandro Moroni - è custode del mercato e vigile. È l'unico in servizio prima delle otto. Se è necessario procedere alla rimozione di un veicolo nell'area del mercato deve essere presente. Quindi, per guadagnare tempo, mentre parlava al cellulare della rimozione da eseguire, ha timbrato il cartellino. Alle 6.23 ha timbrato, alle 6.30 sul parabrezza del veicolo c'era la contravvenzione. Muraglia non è affatto un assenteista”.

Spetterà ora ai giudici capire la gravità del fenomeno ma il caso di Sanremo ha fatto comprendere che i tempi sono cambiati: se prima infatti si diceva ‘tanto fanno tutti così’, ora la condanna verso i ‘fannulloni’ è netta. Anche da parte dei sindacati che questa volta hanno annunciato ‘tolleranza zero’ contro gli assenteisti.

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