cerca CERCA
Mercoledì 08 Dicembre 2021
Aggiornato: 09:43
Temi caldi

LifeGate nomina i 12 ‘Ambasciatori di Impatto Zero’

23 giugno 2014 | 17.15
LETTURA: 3 minuti

Abb, Arval, Bios Line, Comfort Zone, Davines, F.lli Francoli, Guna, Gvst Event Management, Kerakoll, Ricola, Saponificio Gianasso (I Provenzali) e Terna

alternate text

Abb, Arval, Bios Line, Comfort Zone, Davines, F.lli Francoli, Guna, Gvst Event Management, Kerakoll, Ricola, Saponificio Gianasso (I Provenzali) e Terna. Sono le 12 aziende che LifeGate premia con il titolo di ‘’Ambasciatore di Impatto Zero 2014’’. L’iniziativa, alla sua seconda edizione, premia le aziende che, più di altre, hanno fatto un lavoro concreto nell’ambito della sostenibilità, non solo grazie al progetto Impatto Zero, ma anche attraverso l’implementazione di iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa e l’impegno nel diffondere questi valori a dipendenti, fornitori e consumatori.

La crescente attenzione dei consumatori verso i comportamenti sostenibili delle aziende è testimoniata anche dal primo osservatorio LifeGate ‘’Analisi dei valori, stile di vita e scelte di consumo’’ realizzato con l’obiettivo di analizzare i comportamenti della “green community”. Dall’indagine, che ha coinvolto un campione di oltre 1.000 “consumatori consapevoli”, emerge un dato significativo: se una volta questi consumatori erano maggiormente interessati alla sostenibilità dei prodotti, oggi guardano anche e soprattutto alla sostenibilità delle aziende che li producono.

Un fenomeno che, come spiega Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate, è legato alla rivoluzione digitale. ‘’Grazie al web e ai social network i consumatori sono in grado di dialogare direttamente con le aziende e hanno gli strumenti per verificare la loro trasparenza, coerenza e veridicità. Sono consumatori che non si accontentano più di acquistare prodotti ‘green’, ma pretendono che le aziende stesse abbiamo un approccio sostenibile a 360°”.

E proprio sull’impegno e sulla reputazione sostenibile delle aziende, il consumatore consapevole ha le idee chiare, così come emerge dall’osservatorio: le aziende devono impegnarsi nel corretto smaltimento e riciclaggio degli elementi produttivi (85,47%), avere una comunicazione completa e trasparente (80,78%) ed essere attenti alle conseguenze che l’attività aziendale ha sulle persone (74,90%).

Consumatori molto attenti ed esigenti, quindi, ma anche disposti a ‘’perdonare’’ eventuali mancanze: l’89,14% del campione intervistato, infatti, dichiara di essere disposto a cambiare opinione su un’azienda o un marchio se questa dimostra un impegno concreto volto a migliorare le proprie politiche di sostenibilità. Ma cosa deve fare un’azienda per essere più sostenibile? Secondo il campione intervistato, le aziende devono ridurre la filiera e privilegiare il Made in Italy (76,72%), migliorare la propria efficienza energetica e utilizzare energia rinnovabile (73,51%) e ridurre e compensare la propria impronta ecologica e le emissioni di Co2 (70,29%).

Lanciato nel 2002, Impatto Zero è il progetto di LifeGate che concretizza, per primo in Italia, gli intenti del Protocollo di Kyoto: propone iniziative e progetti di riduzione delle emissioni di Co2 e di compensazione dell’impatto ambientale di qualsiasi attività mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita in Italia e nel mondo. Dalla sua nascita ad oggi i prodotti entrati sul mercato con il marchio Impatto Zero sono oltre 400 milioni, per un valore economico di oltre 3 miliardi di euro. Sono stati compensati circa 160 milioni di Kg di Co2 e tutelati oltre 70 milioni di mq di foreste in Italia e nei Paesi di via di sviluppo, pari a 6.500 campi da calcio.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza