cerca CERCA
Lunedì 27 Settembre 2021
Aggiornato: 20:59
Temi caldi

Lighthouse porta in Italia il drone subacqueo Hugin 4500

30 aprile 2021 | 13.00
LETTURA: 3 minuti

Il geologo Sassi all'Adnkronos: "Si inabissa a profondità oceaniche, con i suoi dati protegge ambiente e gasdotti sottomarini, può vedere relitti e fare scoperte archeologiche"

alternate text
- ( Foto Lighthouse)

Si inabissa nei mari a profondità oceaniche e grazie ai suoi 'occhi' ed al suo 'fiuto' raccoglie dati utili per proteggere l'ambiente o sofisticati impianti come i gasdotti sottomarini. E' il drone subacqueo Hugin 4500, un gioiello tecnologico che l'italiana Lighthouse ha annunciato di avere appena portato in Italia cambiando verso alla mappatura del fondo del mare. "Hugin 4500 é stato ideato e costruito dalla norvegese Kongsberg, è un veicolo subacqueo a guida autonoma ed é in grado di investigare i fondali marini ad altissima risoluzione fino ad una profondità di 4.500 metri" spiega all'Adnkronos il geologo Enrico Sassi, direttore commerciale di Lighthouse, l'azienda nata 30 anni fa a Bologna con la vocazione della geologia e della geofisica marina e guidata da Pietro Basciano.

Leggi anche

"Con questo nuovo drone sottomarino siamo in grado di dare una informazione completa a chi da noi si aspetta una mappa dettagliata di un fondale marino" assicura il geologo. Il veicolo autonomo subacqueo "si inabissa a profondità oceaniche e grazie ai suoi dati consente di proteggere l'ambiente, monitorare i gasdotti sottomarini ma non solo. Il drone può vedere infatti relitti sommersi e consentire anche scoperte archeologiche" riferisce il manager di Lighthouse. E se il motto della società è "Pensare oltre. Stare un passo avanti", spinta da questo obiettivo ambizioso, l'azienda italiana per realizzare i propri servizi di rilievo geologico in mare ha voluto sempre contare sulle più moderne tecnologie che consentono di investigare i fondali: da pochi metri fino alle massime profondità degli oceani. Processi che ora trovano nel drone Hugin 4500 un prezioso alleato.

Il veicolo é infatti "programmato per navigare autonomamente sorvolando il fondo marino ad una altezza costante ed é programmabile -continua Sassi- in base alle esigenze, da pochi metri a qualche decina di metri sempre dal fondo del mare. Inoltre é dotato di un sistema intelligente di navigazione che, attraverso vari sensori, legge la morfologia del fondo, riconosce la propria posizione ed esegue una missione di ricerca in modo autonomo ad una velocità di oltre 3 nodi".

"La possibilità di eseguire rilievi ad alta velocità è un vantaggio anche per l’ambiente e consente di eseguire le missioni in tempi più rapidi assicurando un evidente risparmio di energia della nave da ricerca che supporta il veicolo" sottolinea Sassi. Hugin 4500 è equipaggiato con un set di sensori, acustici e non, innovativi e di altissima precisione. "Questi sensori consentono di raccogliere dati precisi della morfologia del fondo, di 'vedere' le faglie, di raccogliere dati sui sedimenti che si trovano sotto il fondale e anche di riconoscere oggetti metallici come vecchi relitti o bombe inesplose" aggiunge il geologo. Che sottolinea come il nuovo Auv Hugin di Lighthouse sia dotato di un sistema di acquisizione fotografico e laser che consente di catturare un foto-mosaico del fondo mare e di eseguire misure 3D in precisione ottica.

Sassi spiega che a bordo del drone subacqueo "è installata una sorta di 'macchina fotografica' che, mentre il veicolo si muove sul fondo, emette un raggio laser che permette una foto in 3D del fondo del mare. Questa tecnologia -osserva il geologo- può aiutare nella tutela degli ecosistemi marini, potrebbe infatti identificare praterie di coralli durante la progettazione di un impianto consentendo così di preservare queste preziose colonie". Ma le foto in 3D si rivelano strategiche anche per monitorare una "condotta sottomarina permettendo di capire se é corrosa o danneggiata così da ripararla tempestivamente anche nel rispetto dell'ambiente".

"I nostri interlocutori principali sono le compagnie petrolifere, i grandi costruttori di cavi a fibre ottiche, gli operatori delle reti elettriche di interconnessione, gli installatori di cavi e gasdotti sottomarini. Il drone subacqueo è quindi un alleato strategico perché prima di costruire un cavo o un gasdotto bisogna capire come é fatto il fondo mare, servono informazioni dettagliate "così che l'impresa impegnata nella realizzazione dell'opera sappia i rischi a cui va incontro e possa trarne le conseguenze in tempo reale". Insomma, aggiunge infine il geologo, "Hugin 4500 ci consente anche di monitorare costantemente un gasdotto o una piattaforma e di ispezionarla tempestivamente".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza