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L'impresa artigiana di Udine parla straniero

13 febbraio 2014 | 21.12
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Udine, 13 feb. (Adnkronos/Labitalia) - L'impresa straniera, in provincia di Udine, ha una forte componente artigiana (quasi il 51% delle imprese straniere è artigiano), è giovane (il 19,3% delle imprese straniere è giovane, contro il 7,2% di quelle italiane) ed è di piccola dimensione (il 71,6% delle straniere ha un solo addetto, mentre le italiane con un solo addetto sono il 62,5%). E' quanto emerge dalle elaborazioni del Centro studi della Camera di commercio di Udine, che ha analizzato i dati Infocamere al 31 dicembre 2013. Per quanto riguarda l'intero Friuli Venezia Giulia, le imprese straniere risultano 10.904 e pesano di più, in percentuale, della media italiana: il 10,2% rispetto all'8,2% nazionale.

Crescono, però, di meno che in Italia, ma comunque crescono, in controtendenza con l'andamento generale dell'economia: +2,1% nel 2013 in Friuli Venezia Giulia, contro il +4,1% in Italia. In provincia di Udine le aziende straniere sono 4.672, in percentuale un po' inferiori alla media regionale (9%), e nel 2013 sono cresciute del +1,54%.

"La realtà delle imprese straniere -commenta il presidente della Camera di commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo- è una componente sempre più significativa della nostra economia e presenta alcuni caratteri peculiari, che ci danno conto anche del contemporaneo evolversi della nostra società. Le costruzioni risultano il comparto con maggior presenza di imprese straniere: sono quasi il 20% del totale delle straniere, seguite, con cifre quasi appaiate, dai servizi alle famiglie (11,07%), ospitalità e ristorazione (10,82%) e commercio (10,80%)".

Per la stragrande maggioranza, si tratta di imprese individuali (83,5%) e per l'8,72% società di capitali; per quanto riguarda le individuali, in provincia sono 3.661 i titolari stranieri, con in testa gli svizzeri (456, in questo caso si tratta però prevalentemente della cosiddetta immigrazione di ritorno), quindi gli albanesi (345) i marocchini (263) e i francesi (245). Per completare le prime 10 posizioni, seguono gli imprenditori da Serbia e Montenegro (237), Romania (234), Cina (231), Germania (125), Bosnia ed Erzegovina (102) e Belgio (91). Una graduatoria che è mutata in questi ultimi cinque anni: dal 2009 al 2013 le imprese straniere sono cresciute del 12,5% e a crescere di più sono state le imprese con titolari dalla Cina, dal Marocco, dal Bangladesh, dalla Tunisia e dall'Ucraina (in generale tutte praticamente duplicate).

Udine è evidentemente il comune della provincia con maggior presenza di imprese straniere (sono il 13,24% sul totale comunale), seguito da Lignano Sabbiadoro (12,11%), Latisana (11,14%) Codroipo (9,18%) e Tavagnacco (9,18%). Se le imprese straniere crescono, la crisi riduce invece le opportunità di occupazione (anche) degli immigrati: nel 2013, secondo quanto rilevato dal sistema informativo, erano stimate in 500 le assunzioni di manodopera non stagionale di origine straniera, mentre erano 700 posti di lavoro messi a disposizione nel 2012 e 850 nel 2011. In provincia di Udine, la percentuale di assunzioni non stagionali di personale immigrato rappresenta il 13% del totale delle assunzioni.

Le occupazioni con maggior presenza di lavoratori stranieri sono, sempre stando a Excelsior, gli addetti all'immissione di dati, personale non qualificato nei servizi delle pubblic utility, di ristorazione, addetti alla preparazione, alla cottura e alla distribuzione di cibi, montatori di manufatti prefabbricati e di preformati, i manovali, pittori, stuccatori, laccatori e decoratori, i conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in plastica e gli operai addetti alle macchine confezionatrici di prodotti industriali.

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