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Lavoro: L'indagine, per 42% aziende no ad art.18 dopo i 3 anni

18 settembre 2014 | 14.50
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La ricerca di Gi Group, per imprese sì a una riforma complessiva Statuto lavoratori. Il commento di Colli Lanzi. I dati sulla Garanzia Giovani. I numeri sui contratti a tempo indeterminato.

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No all'articolo 18 anche dopo i tre anni previsti dal contratto a tutele crescenti incluso nella legge delega del governo, e sì a una riforma complessiva dello Statuto dei lavoratori. E' la richiesta delle aziende che emerge dall’ultima rilevazione, su oltre 500 imprese, dell'Osservatorio permanente sulla riforma del mercato del lavoro, promosso da Gi Group Academy, fondazione di Gi Group, multinazionale italiana del lavoro.

Secondo la ricerca, infatti, il 42,5% dei rispondenti ha dichiarato di preferire, appunto, un contratto dove l'articolo 18 cessi di essere applicato anche dopo i 3 anni e dove al lavoratore licenziato venga corrisposta un’indennità monetaria e un supporto alla ricollocazione professionale. Da segnalare che il 32,6% delle imprese ha indicato, in realtà, che non pensa ci sia bisogno di un contratto a tutele crescenti, mentre il 24,9% predilige un contratto a tutele crescenti dove l’articolo 18 venga sospeso solo per i primi 3 anni dall’assunzione del lavoratore.

Il 71,8% dei rispondenti ritiene, inoltre, che lo Statuto dei lavoratori vada riscritto nel complesso per adeguarlo al mutato contesto storico-economico-sociale; il 17,9% pensa che vada modificato intervenendo solo in merito a mansioni, controllo a distanza e costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali, mentre per il 10,3% va bene così come è.

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