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L'Inferno di Dante e quello in Terra nella mostra alle Scuderie del Quirinale

14 ottobre 2021 | 15.33
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A Roma da domani aperta al pubblico l'esposizione curata dal francese storico dell'arte Jean Clair

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'Lucifero' di Franz von Stuck - (foto AdnKronos)

L'Inferno descritto da Dante Alighieri nella 'Divina Commedia', certo; ma anche l'inferno in Terra fra guerre e persecuzioni, lavori alienanti nelle miniere e nelle fabbriche; e i nostri inferni interiori iconograficamente rappresentati dalle reclusioni nelle prigioni e nei manicomi: 'Inferno' è la mostra che si inaugura domani a Roma, alle Scuderie del Quirinale, curata dal francese storico dell'arte Jean Clair e presentata al fianco della moglie e collaboratrice Laura Bossi e di Mario De Simoni e Matteo Lafranconi, rispettivamente presidente e direttore dello spazio espositivo sul colle del Quirinale .

L'esposizione - 232 opere da 87 prestatori di 15 Paesi, "a testimoniare l'universalità della grandezza di Dante", come sottolinea De Simoni - analizza l'Inferno in tutte le sue dimensioni, a partire ovviamente da quella letteraria della 'Divina Commedi'a, chiudendo le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante nel 1321; e proseguendo con le correnti pittoriche, con i riferimenti religiosi, con le tesi filosofiche e psicologiche, fino agli sviluppi sulle condizioni sociali. Partendo però dall'arte cinematografica, con la proiezione in apertura di mostra del film muto del 1911 intitolato appunto 'Inferno'.

Quindi, il visitatore si trova di fronte alla Porta dell'Inferno scolpita da Auguste Rodin per poi riflettere sulle origini di questa 'dimensione' attraverso il quadro della 'Caduta degli Angeli ribelli' di Andrea Commodi; e sulle conseguenze, ammirando il 'Giudizio Finale' del Beato Angelico del 1425 o leggendo alcune pagine del manoscritto miniato 'La Città di Dio' di Sant'Agostino, per poi farsi rapire dalla 'Voragine Infernale' del Botticelli del 1488 su pergamena, prestata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Il viaggio di Dante, accompagnato negli inferi da Virgilio, viene descritto da diversi dipinti nonché dalle illustrazioni di Gustave Doré del 1861.

Uscendo dalla 'Divina Commedia' si entra in altre raffigurazioni diaboliche, come quelle contenute nel teatrino siciliano dell'Opera dei Pupi con le tipiche marionette della tradizione palermitana e catanese a rappresentare un inferno intriso di magia e superstizioni, di racconti popolari e di visioni oniriche. Diversi i quadri a rappresentare il Diavolo in tutte le sue accezioni, da Satana a Lucifero fino al più teatrale Mefistofele.

Realistiche quanto inquietanti, poi, le tele a raffigurare i 'nostri' inferni terreni: il lavoro nelle miniere e nelle fabbriche, le conseguenze devastanti delle guerre, le reclusioni nelle prigioni e nei manicomi, il 'male assoluto' dei campi di sterminio nazisti. Ma come nel viaggio di Dante, si esce dall'Inferno 'a riveder le stelle' grazie alle immagini spettacolari delle riprese effettuate dal telescopio Hubble Utra Deep Field della Nasa. Il tutto, contenuto nel voluminoso catalogo edito da Electa per le Scuderie del Quirinale.

(di Enzo Bonaiuto)

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