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Influenza: Villani, colpisce fino a 1 mln di bimbi l'anno, ecco chi vaccinare

05 novembre 2015 | 18.01
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Sono spesso i più colpiti nelle fasi intense della stagione influenzale. Specie i più piccoli. "Ogni anno l'influenza colpisce in Italia tra 300 mila e 1 milione di bambini, che contraggono il virus a scuola o quando sono a contatto con i coetanei e poi lo portano a casa, da nonni e genitori". Paola di Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. "L'influenza - dice Villani all'AdnKronos Salute - nella gran parte dei casi è una malattia governabile, fronteggiata stando a casa, a riposo, e assumendo farmaci solo per trattare i sintomi. Ma nei bambini con patologie croniche può diventare un problema".

"Possono esserci complicanze, soprattutto a carico delle vie respiratorie, come polmoniti, anche con versamenti pleurici", avverte il pediatra. Cosa fare dunque? "Esistono le categorie a rischio, bambini con patologie, come i piccoli cardiopatici, diabetici, con sindrome di Down o con problemi alla nascita. Tutte categorie in cui la vaccinazione deve essere fatta - spiega Villani - ma l'immunizzzione può essere anche una scelta individuale, specie se in casa si ha un anziano fragile", o una mamma in attesa, o un fratellino molto piccolo. Gli italiani, però, non sono molto inclini a ricorrere a questo presidio.

"Sulla poca fiducia nei vaccini incidono molti fattori. Il web - avverte - è una grande risorsa ma va usata con perizia, verificando le fonti e vedendo chi è che scrive, dove lavora, cosa fa. Questo dà autorevolezza alle informazioni. Oltre ai siti istituzionali, che si possono consultare con tranquillità come quello del ministero della Salute, dell'Istituto superiore di sanità e della Società italiana di pediatria, c'è il sito 'Vaccinarsi', con informazioni e i riferimenti utili".

E i medici? "Io mi vaccino proprio in quanto medico, per proteggere non tanto me stesso, ma anche i miei pazienti: ho contatti con bambini malati e sarebbe terribile che fossi io a trasmettere loro delle patologie. Questo - sottolinea Villani - è un punto cruciale: le vaccinazioni non sono così diffuse tra i medici, su questo dobbiamo lavorare molto. Si tratta di fare formazione, conoscere meglio i vaccini e l'immunologia, perché più lo si fa e più si acquisisce sicurezza. Al Bambino Gesù abbiamo una nostra campagna vaccinale interna, che cerca di stimolare tutti colore che lavorano in ospedale. Oltretutto avere l'influenza vuol dire non lavorare per 5-7 giorni, c'è un aspetto dunque anche di correttezza rispetto all'istituzione. Ma abbiamo anche una spilla sul camice, che dice: 'Io mi vaccino contro l'influenza per proteggere i bambini, e tu?'. L'idea è quella di sensibilizzare e far riflettere tutti coloro che vengono in ospedale", conclude.

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