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Sicurezza: l'Interpol twitta le opere d'arte più ricercate dell'edizione di giugno

16 giugno 2020 | 14.34
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La 'cartolina' dell'Interpol

Di Silvia Mancinelli
Sono sei e tutti oggetto di furto i "nostri più ricercati manifesti d'opere d'arte" inseriti nell'edizione di giugno 2020 del database Interpol. L'international Criminal Police Organization affida al social Twitter un'ulteriore possibilità di ricevere informazioni per il loro ritrovamento e in una sorta di cartolina mette insieme le schede del "tesoro" perduto. C'è il dipinto di Adriana Johanna Haanen rubato l'8 marzo scorso da una residenza privata a Vilnius, la capitale della Lituania, una moneta romana rubata la notte di Capodanno, tra il 31 dicembre 2019 e il primo gennaio scorso, in un museo di Parigi, un'icona sacra rubata invece in una chiesa ad Atene il 30 agosto dello scorso anno.

E poi una brocca realizzata da Ludwig Lobmeyr rubata in una sala di vendite all'asta a Vienna tra il 14 e il 16 dicembre 2019, un quadro di Vincent van Gogh oggetto di furto il 30 marzo scorso in un museo a L'Aia e infine un orologio a pendolo rubato in un palazzo della stessa città olandese l'11 maggio scorso.

"E' un'iniziativa che esiste dal 1972, questa è la 50esima. Vengono pubblicati due poster l'anno, normalmente a giugno e a dicembre, con sei oggetti rubati scelti da tutti i paesi del mondo e inseriti nel database 'work of art' di Interpol e non ancora trovati, cercando anche di spiegare il tipo di opera", spiega all'Adnkronos il tenente colonnello Massimo Maresca, direttore della VI sezione tutela patrimonio artistico della terza divisione Interpol per la cooperazione internazionale di Polizia.

I poster che pubblicizzano anche sui social le opere rubate e ricercate sono un successo al punto da esser realizzati anche in edizioni straordinarie: "Succede per eventi particolari - spiega il tenente colonnello - come per la questione della Siria e dell'Iraq per i beni rubati approfittando del conflitto. Oppure come quando ci fu nel 2015 un furto a Verona dove una banda rubò 14 quadri. Pubblicando i poster con i dipinti rubati si punta a sensibilizzare gli addetti ai lavori ma anche l'utente comune che magari va a guardare il sito prima di comprare un oggetto d'arte".

Il poster con sei opere, che possono essere oggetti preziosi, quadri, vasi, viene inviato alle principale case d'asta, alle dogane, all'Icom, all'Unescu, all'Osce senza però trascurare l'importanza dell'opinione pubblica, che può magari riconoscere l'opera rubata in un locale, in una residenza privata, in un sito di aste online. Da qui l'importanza di pubblicarlo sui social e di renderlo visibile sul sito Interpol.

E i risultati non mancano. "Secondo le statistiche gli oggetti pubblicati hanno una percentuale del 15% in più di essere recuperati - conferma il tenente colonnello Maresca - Se un oggetto viene reso noto prima o poi viene visto. Tra l'altro parliamo di oggetti rubati in modo rocambolesco: tra le ultime opere pubblicate nel poster di giugno c'è il van Gogh, ad esempio, portato via da un museo in Olanda da un uomo che è entrato con un motorino sfondando la porta di vetro e fuggendo con il quadro".

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