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Calcio: Lippi, mi piacerebbe disputare gli europei

22 dicembre 2014 | 13.02
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L'ex ct azzurro torna sulle richieste di Conte ai club: "Gli stage sono importanti ma non sono la priorità. Il problema sono il 35% di giocatori italiani in rosa. Per gli Euro 2016 sarà fondamentale anticipare l'inizio della prossima stagione. Il futuro di Antonio? non credo lascerà la Nazionale"

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Marcello Lippi (Infophoto) - PRISMA

"Non tornerò ad allenare un club, quando prendo una decisione la mantengo. Quando finirà l'esperienza in Cina come supervisore dell'area tecnica, se ci sarà una nazionale che mi piace con un programma serio, mi piacerebbe fare una cosa che non ho mai fatto, disputare un europeo". Marcello Lippi, attuale direttore tecnico del Guangzhou Evergrande, non esclude nel suo futuro un ritorno alla guida di una Nazionale per vincere, dopo un mondiale con l'Italia nel 2006, magari anche un Europeo.

L'ex ct azzurro, ospite di 'Radio Anch'io Sport' su Rai radio Uno, parla poi delle esternazioni dell'attuale tecnico azzurro, Antonio Conte, che ha chiesto ai club maggiore disponibilità per gli stage della nazionale. "Conosco il carattere di Antonio, è sempre stato un combattente nato da capitano della Juve. Tra le tante cose che giustamente vorrebbe quella di uno stage in più o in meno è importante ma non è la più importante. Importanti sono le date in una stage con un Europeo alle porte, anticipare il campionato significherebbe avere 15 giorni in più per prepararlo, c'è poi il rapporto costante tra allenatori e ct".

"Il problema è che chi gioca molto non può allenarsi, che gli allenatori hanno pochi giocatori italiani da dare alla Nazionale -prosegue Lippi-. Conte oggi ha la possibilità di scegliere sua media di giocatori italiani per rosa del 35%, quando facevo io il ct era il 60%. Può succedere che una squadra nell'immediata vicinanza di una gara di Champions magari possa non mandare i giocatori allo stage della nazionale, non è un problema, sono due giorni in un anno. I problemi sono altri".

Sui roumors di dimissioni del ct azzurro l'attuale direttore tecnico del Guangzhou Evergrande non crede: "Qui si sta parlando di uomini di grande livello morale, non credo uno prenda un impegno e dopo 4 mesi assuma una decisione del genere. Il suo carattere lo mette a dire tutto quello che gli passa nel cuore e nel cervello, poi forse capirà anche lui che tutto tutto non si può fare".

Dalle indiscrezioni su Conte a quelle di un imminente addio di Diamanti e Gilardino dal Guangzhou: "Non credo vogliano andarsene via. Per quanto riguarda la nostra stagione è stata molto difficile soprattutto a livello psicologico. Nella scorsa annata abbiamo vinto la Champions asiatica e in campionato abbiamo chiuso con 18 punti sulla seconda. Quest'anno sapevamo di pagare qualcosa in termini di attenzione e di fame, siamo usciti ai quarti in Champions con la squadra che poi ha vinto la competizione, in campionato abbiamo vinto con qualche fatica in più, il Pechino ha lottato fino alla fine finendo 3 punti dietro a noi".

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