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L'Iran minaccia gli Usa, Trump: "Ordinato aumento sanzioni"

18 settembre 2019 | 12.28
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"Nota politica" di Teheran a Washington dopo le accuse di un coinvolgimento negli attacchi contro due impianti petroliferi sauditi: "Se attaccati risponderemo con forza"

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(Afp)

E' diplomatica la prima reazione degli Usa agli attacchi contro i due impianti petroliferi sauditi, che secondo Washington sarebbero partiti dall'Iran. Il presidente americano Donald Trump in un tweet ha annunciato di aver "appena dato istruzioni al segretario del tesoro di aumentare in modo sostanziale le sanzioni contro l'Iran".

La mossa segue di poche ore la "nota politica" che il governo iraniano ha inviato agli Stati Uniti, attraverso l'ambasciata svizzera a Teheran, che cura gli interessi degli Usa nella Repubblica islamica. In caso di "aggressione" alla Repubblica islamica, la risposta dell'Iran sarà "immediata e forte" e potrebbe non limitarsi alle zone dalle quali partirebbe un eventuale attacco, si legge. Secondo l'agenzia di stampa semiufficiale 'Mehr', la nota arriva dopo le "accuse" mosse da Washington a Teheran di coinvolgimento negli attacchi, rivendicati dai ribelli yemeniti Houthi. Accuse che, nel messaggio, l'Iran ha negato "con fermezza".

Le accuse mosse dagli Stati Uniti all'Iran sono un modo per "distrarre" l'attenzione dalle "realtà" del Medio Oriente, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ribadendo l'estraneità di Teheran ai fatti contestati da Washington.
"Gli Stati Uniti dovrebbero cercare di guardare alle realtà nella regione piuttosto che semplicemente usare distrazioni. Riteniamo che il governo Usa stia provando a dimenticare in qualche modo le realtà nella regione", ha detto Zarif, citato dall'agenzia di stampa 'Isna'.

A tentare di smorzare gli animi, il presidente iraniano Hassan Rohani, il quale ha sottolineato che l'Iran è disponibile a considerare la possibilità di colloqui con gli Stati Uniti se Washington dimostrerà "buona volontà". Se gli americani "vogliono veramente i colloqui, allora dovrebbero fermare le pressioni e mostrare buona volontà. Dico ai funzionari americani - ha scandito Rohani, citato dall'emittente Press Tv - che i negoziati sotto la massima pressione sono impossibili e se dite il vero e volete veramente i negoziati, allora dovrete fermare tutte le pressioni contro l'Iran".

Secondo quanto riporta Nbc News, tuttavia, la Casa Bianca sta valutando una serie di azioni contro l'Iran. A Trump sarebbero state presentate una serie di opzioni nel corso dell'incontro di lunedì sulla sicurezza nazionale. Tra le queste, un attacco informatico o un attacco contro installazioni petrolifere o del Guardiani della Rivoluzione.
Trump avrebbe però chiesto di valutare altre opzioni, più mirate, che evitino agli Usa di lanciarsi in un conflitto più ampio con l'Iran. Una delle ipotesi allo studio è un appoggio all'Arabia Saudita in termini di intelligence e tecnologie per la sorveglianza, in modo che a condurre la rappresaglia contro l'Iran siano gli stessi sauditi.
Secondo le fonti citate da Nbc Nws, una decisione finale non è ancora stata presa e le eventuali azioni contro Teheran non sono ritenute imminenti, anche se il Pentagono sta valutando l'invio di nuove risorse e truppe nel Golfo Persico.

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