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Livorno, 30enne trovata morta dopo rave

04 novembre 2019 | 13.22
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Il cadavere è stato rinvenuto nell'area dell'ex stabilimento industriale Trw dove si è svolto il raduno non autorizzato. Sul corpo non ci sarebbero segni esterni di violenza

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(Fotogramma)

Una giovane donna è stata trovata morta questa mattina a Livorno, all'interno dell'area dell'ex stabilimento industriale Trw, dove ieri sera si è concluso un rave party durato per tutto il weekend di Ognissanti e a cui hanno preso parte circa 1.500 persone. La giovane, 30 anni, era nata a Roma e viveva a Vecchiano, in provincia di Pisa. Faceva la parrucchiera come la sorella. Il corpo senza vita è stato trovato dentro l'auto parcheggiata in un piazzale vicino al capannone che ha ospitato il rave non autorizzato. Secondo quanto si è appreso, sul cadavere della donna non ci sarebbero segni esterni di violenza. Per stabilire le cause e la data del decesso sarà effettuata l'autopsia nei prossimi giorni.

La squadra mobile della questura sta conducendo le indagini sentendo anche alcuni testimoni. Non si esclude nessuna pista, anche se sembra farsi strada l'ipotesi di un malore, forse dovuto a droghe. Da quanto si apprende, ad allertare i soccorsi del 118 sarebbe stata una telefonata anonima fatta da un uomo.

Per il rave party la polizia ha denunciato cinque persone. Nella prima mattinata di venerdì scorso diverse centinaia di giovani si sono introdotti all'interno dei capannoni industriali dismessi dell'azienda metalmeccanica per il rave non autorizzato. Immediatamente sono scattati i controlli della questura con la polizia e le altre forze dell'ordine, che sono durati fino a ieri sera intorno alle 22, quando il rave è terminato.

L'Amministrazione Comunale di Livorno aveva espresso preoccupazione per il nuovo rave all'ex stabilimento Trw. Il primo novembre il giornalista Luca Lunedì era stato aggredito e minacciato mentre cercava di documentare i preparativi del rave party. Il sindaco Luca Salvetti aveva chiesto al prefetto di riunire con urgenza il comitato per l'ordine pubblico, convocando anche la proprietà dello stabilimento. "Ancora una volta un sito privato dismesso viene utilizzato, senza autorizzazione, per un iniziativa che sembra destinata ad accogliere centinaia di giovani e, si presume, anche, senza le dovute misure di sicurezza - aveva detto Salvetti - Al di là di ogni valutazione dal punto di vista sociale e delle politiche giovanili, si tratta di una questione molto seria dal punto di vista dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini coinvolti".

Appena appresa la notizia della morte della giovane di 30 anni il sindaco oggi si è recato sul posto. Salvetti ha spiegato che il prefetto aveva "convocato il Cosp per questo lunedì, i proprietari dell’area avevano richiesto di spostare il tutto a domani alle 12,30 e così è stato fatto. Successivamente è giunta la terribile notizia della morte della giovane - ha scritto il sindaco su Facebook - A questo punto è indispensabile che la proprietà si attivi per evitare un uso improprio dei suoi spazi e si preoccupi di mettere in sicurezza l'intero immobile. Questo chiederemo con forza durante il Comitato, così come chiederemo la massima attenzione affinché non si ripetano situazioni del genere".

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