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Cybersecurity: Check Point, a settembre cresce in Italia minaccia ransomware Locky

25 ottobre 2016 | 18.22
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(Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

A settembre, la minaccia del ransomware Locky è cresciuta in Italia, diventando la seconda più diffusa dopo la variante di malware Conficker, saldamente al primo posto della classifica. E' quanto rileva Check Point nel suo consueto report mensile Threat Index, nel quale si legge come Locky abbia scalato la graduatoria di sette posizioni in un mese. L'Italia, emerge ancora dal rapporto, è stato il quarto Paese europeo ad essere stato più attaccato dagli hacker, mentre a livello mondiale è il 41esimo.

Per la prima volta da quando è stata avviata la ricerca, spiega Check Point, i ransomware sono balzati tra i primi tre classificati nel Threat Index. Locky è responsabile del 6% di tutti gli attacchi rilevati a livello globale lo scorso settembre. La presenza di attacchi ransomware, in rapporto al totale, è aumentata del 13% in tutto il mondo. Coerenti con i trend più recenti riguardo al numero delle varianti attive di malware, le cifre sono rimaste molto alte, con tre nuovi malware nella top 10 dei più aggressivi, tra cui Chanitor, che scarica payload malevoli, l’exploit kit Blackhole e Nivdort, un bot multifunzionale. Per il sesto mese di fila, inoltre, HummingBad si afferma come il malware più usato per attaccare i dispositivi mobili.

Nella classifica mondiale, Conficker è stata la variante più diffusa, responsabile del 14% degli attacchi rilevati; al secondo posto, si posiziona Sality, causa del 6% delle infezioni, mentre è proprio al terzo posto che emerge Locky, che ha attaccato nel 6% dei casi riscontrati. In totale, le dieci varianti più comuni hanno causato il 50% di tutti gli attacchi di cui siamo a conoscenza.

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