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Arresto sindaco Lodi, il caso al Csm. Fanfani: "Verso apertura pratica"

04 maggio 2016 | 12.29
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Giuseppe Fanfani (Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Premetto che, rispettosamente, non sono mai intervenuto nel merito dei provvedimenti giurisdizionali, e che ho sempre avuto grande stima di tutti i magistrati che hanno combattuto la corruzione e il malaffare. Devo però dire che il provvedimento cautelare nei confronti del sindaco di Lodi, da quello che si apprende dalla stampa, mi pare ingiustificato e comunque eccessivo, forse figlio di un clima di tensione che non fa bene ne' alla giurisdizione ne' ai rapporti interistituzionali". Così, in una nota, il componente laico del Csm Giuseppe Fanfani.

"Non ho mai visto, in 40 e più anni di attività di penalista, incarcerare alcuno per un reato come la turbativa d'asta, soprattutto - sottolinea - quando l'interesse dedotto è quello di una migliore gestione di una piscina comunale. Non mi pare che fossero necessari provvedimenti di cautela, ma se proprio lo si riteneva bastavano provvedimenti interdittivi e non certo coercitivi. Il carcere poi mi pare del tutto fuor di luogo, frutto di una non equilibrata valutazione del caso. Mi riservo di valutare gli atti che perverranno al Csm e di chiedere l'apertura di una pratica per verificare la legittimità dei comportamenti tenuti e dei provvedimenti adottati nel caso di specie".

"Riteniamo incomprensibili e istituzionalmente inaccettabili le dichiarazioni di un consigliere superiore a commento della iniziativa della autorità giudiziaria di Lodi che ha portato alla applicazione di misure cautelari a carico di una serie di indagati, tra cui il sindaco della città di Lodi, a seguito di accertamenti relativi ad ipotesi di turbativa d'asta", replicano i componenti di Area al Consiglio superiore della magistratura.

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