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Lombardia: Ao Mantova, 350 mila euro per cure contro maculopatie

09 maggio 2014 | 17.31
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Mantova, 9 mag. (Adnkronos Salute) - Un investimento pari a 350 mila euro per la cura delle maculopatie. L'Azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova integra lo stanziamento di fondi per le iniezioni intravitreali utilizzate per bloccare la degenerazione maculare essudativa, prima causa di cecità negli anziani. Già nel 2013 alle cure delle maculopatie erano stati destinati 250 mila euro, sottolinea l'Ao.

Il principio attivo anti-fattore di crescita Vegf, in grado di fermare la progressione della patologia - ricostruisce l'ospedale in una nota - fu introdotto sul mercato attraverso il farmaco di prima generazione Avastin, seguito poi da altri medicinali: Lucentis e Eylea. Alla fine del 2012 l'Agenzia italiana del farmaco ha vietato l'uso di Avastin (meno costoso degli altri), motivando la scelta con l'insorgenza di complicanze che si è manifestata in alcuni pazienti sottoposti a iniezioni intravitreali di Avastin, il cui uso oftalmologico avveniva off-label. Dall'inizio del 2013 il 'Carlo Poma' si è quindi adeguato alla direttiva Aifa, sospendendo l'utilizzo del farmaco e sostituendolo con gli altri.

All'ospedale di Mantova - conclude la nota - è stato istituito un Centro retina, a cui si può accedere tramite Cup. I pazienti si sottopongono a una serie di esami (campo visivo, fluorangiografia con fluoresceina e verde di indocianina, Oct, ecografia bulbare) e quindi a una visita, eseguita nella stessa giornata. La maculopatia trazionale viene trattata in anestesia generale o locale con ricovero ordinario.

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