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Lombardia: protesi del futuro, confronto all'Irccs Gaetano Pini di Milano

22 maggio 2014 | 17.32
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Milano, 22 mag. (Adnkronos Salute) - Design più anatomico, per 'anche artificiali' adatte a pazienti sempre più giovani. Sulle protesi del futuro si è svolto oggi all'Irccs Istituto ortopedico Gaetano Pini di Milano un confronto con gli esperti dell'Endo-Klinik di Amburgo (Germania), una delle strutture internazionali di riferimento per questi interventi. "Collaboriamo, come centro di riferimento italiano - spiega Giuseppe Mineo, direttore scientifico del Pini - con la Endo-Klinik e altri ospedali europei per la validazione di nuove protesi e per uno studio multicentrico su un nuovo modello protesico in fase di validazione".

"L'intervento di protesizzazione dell'anca - sottolinea Mineo - è paradossalmente un intervento anti-fisiologico, perché rubare parte della capsula articolare, sostituire la porzione prossimale del femore, modificare l'acetabolo del bacino, allontanano dalla fisiologia il complesso articolare coxo-femorale. In questo senso c'è stata una evoluzione di tutta la bioingegneria e, a cascata per le esigenze cliniche, è stato via via modificato il design delle protesi, impostato per recuperare, con design sempre più anatomici, la fisiologia dell'anca". In particolare, "negli ultimi anni, sulla base delle indicazioni cliniche e sulla necessità dell'allargamento delle indicazioni protesiche dell'anca a soggetti in età sempre più giovane, si è lavorato sul disegno protesico, in particolare sul disegno dello stelo femorale". Il Pini impianta ogni anno circa 1.700 protesi (anca, ginocchio), mentre le sole protesi d'anca impiantate nel 2013 sono state 925.

Nella giornata si è parlato anche di infezioni croniche di interesse ortopedico, "un problema toccato direttamente da poco meno di un milione di persone in Italia", si legge in una nota dell'Irccs milanese. "Il costo per la cura di queste patologie che sono complesse è elevato: oltre il 32% del budget dell'intera ortopedia italiana. I pazienti con infezioni ossee croniche sono prevalentemente giovani e, nell'economia sociale, sicuramente rappresentano un problema più significativo rispetto a quello di una persona anziana con problemi artrotici".

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