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Lombardia verso zona rossa, Fontana: "È punizione"

15 gennaio 2021 | 12.40
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Il presidente della Regione, Attilio Fontana: "Qualcosa non funziona, rivedere parametri per determinare colore regioni"

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La Lombardia si avvia a entrare in zona rossa, con misure e regole più restrittive per quanto riguarda scuola, spostamenti, bar. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza, per la presentazione del progetto 'Smarter Italy'. "Per ora sì", ha detto a chi gli chiedeva se la Regione entrerà in zona rossa e "le scuole non riaprono. Io sono molto critico. Sono molto cauto nella valutazione dei dati e della situazione, ma credo che la Lombardia non si meriti il rosso", ha aggiunto alla vigilia dell'adozione del nuovo dpcm, valido a partire dal 16 gennaio.

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"Oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri, eppure c'è il rischio che si entri in zona rossa. Credo che sinceramente la zona rossa sia una punizione che la Lombardia non si merita, perché ha fatto tanti sacrifici in questo periodo, i cittadini si sono comportati molto bene e la zona rossa è estremamente penalizzante", ha aggiunto Fontana, per il quale "c'è qualcosa che non funziona in come vengono fatti i conti e nella determinazione dei parametri, che secondo me bisogna rivedere".

"Queste sono le critiche che ho sostenuto parlando con il ministro Speranza. Il vero problema è che il conteggio dell'Rt è una cosa estremamente opinabile e poi si riferisce a dati vecchi e se c'è stata un'evoluzione, di questa non si tiene conto", ha aggiunto. "Speranza mi ha risposto che farà fare ancora dei controlli, che audirà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione".

SINDACI LODI E CODOGNO- Sulla stessa linea i sindaci di Lodi e Codogno, Sara Casanova e Francesco Passerini. "La comunicazione arrivata dal Governo di inserire la Lombardia in zona rossa ci lascia sgomenti. Non mettiamo certo in discussione la priorità e la necessità di poter debellare il prima possibile questo virus ma questa decisione sembrerebbe penalizzare ancora una volta la nostra regione rispetto ad altre", dichiarano. "Le Regioni non hanno alcuna possibilità di deroga che permetta loro di richiedere distinzioni territoriali al proprio interno, cosicché il Lodigiano (oggi una delle province con parametri ed indice Rt migliori) viene per l'ennesima volta punito duramente, per tanti cittadini in maniera incomprensibile. La nostra principale preoccupazione è ovviamente rivolta al drammatico momento del nostro intero sistema produttivo, primo in Italia ad aver iniziato questa battaglia, che difficilmente riuscirebbe ad assorbire questo ennesimo colpo. Siamo dunque altamente scettici in merito a questa decisione e chiediamo, così come sta facendo la nostra regione, che il Governo possa rivedere i parametri utilizzati per questa scelta".

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