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Lombardia zona rossa, ira De Corato: "Un oltraggio"

16 gennaio 2021 | 09.42
LETTURA: 5 minuti

Così all'Adnkronos dell'assessore lombardo alla Sicurezza: "Colpire in maniera così pesante la regione più produttiva d'Italia, il cuore economico del Paese con questo lockdown che inizia domani è una vergogna". L'assessore al Lavoro Rizzoli: "Colpo mortale a imprese". L'assessore alla Cultura Galli: "Inspiegabile"

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(Adnkronos)

Non trattiene il malcontento l’assessore lombardo alla Sicurezza, Immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato, mentre commenta con l'Adnkronos la decisione del governo di far tornare la Lombardia in zona rossa da domani. "Nell'ultima settimana - spiega l'assessore - abbiamo l'Rt sotto l'1, il provvedimento del governo fa riferimento all'Rt tra l'ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio. Colpire in maniera così pesante la regione più produttiva d'Italia, il cuore economico del Paese con questo lockdown che inizia domani è una vergogna, un oltraggio".

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“Ci troviamo di fronte a provvedimenti presi su dati vecchi - lamenta De Corato - la Lombardia ha pagato un prezzo altissimo rispetto alle altre Regioni da tutti i punti di vista e anche da quello produttivo. Confcommercio e Assolombarda lo hanno denunciato: le attività produttive sono ferme nel cuore economico del Paese. Non si possono bloccare la Lombardia e Milano. Il governo blocca il cuore economico italiano, la città economica più importante d’Italia, in base a dati vecchi, è ridicolo, è uno sgarbo”.

L’assessore sposa quindi la linea del governatore Attilio Fontana, che ieri ha annunciato ricorso contro la zona rossa: “Ha fatto bene il presiedente ad annunciare il ricorso - sottolinea De Corato - è giusto ricorrere e al Tar come si sta facendo in queste ore. Quello che chiediamo è che i provvedimenti vengano presi avendo i parametri giusti. Non si può chiudere una Regione come la Lombardia in base a dati superati. Gli stessi sindaci di centrosinistra, come quello di Bergamo e di Cremona hanno chiesto che vengano esentate le loro province perché i dati sono bassi, c’è da tener conto di questi dati”.

Quindi conclude: "A Milano si occupano le scuole, i licei, e la polizia non interviene. Poi si prendono provvedimenti di chiusura totale. Le scuole subiscono tutto questo sotto gli occhi di polizia e carabinieri, ieri sono stati occupati 10 licei e nessuno si è mosso. Però chiudono ristoranti, alberghi e bloccano attività commerciali, è ridicolo".

L'assessore Rizzoli: "Colpo mortale a imprese"

"Far ripiombare Regione Lombardia in zona rossa vuol dire dare il colpo mortale a quelle imprese che faticosamente avevano ripreso le loro attività. E lo stesso vale per le scuole, che dovevano riaprire lunedì, dopo la decisione del Tar. Deve intervenire la magistratura sulle decisioni del governo". A dirlo all'Adnkronos è l'assessore lombardo alla Formazione a al Lavoro, Melania Rizzoli, commentando la decisione del governo.

"Ieri il presidente Fontana ha annunciato che presenterà ricorso. E ha tutte le ragioni del mondo - sottolinea Rizzoli - il calcolo che fa scattare la zona rossa è fondato sull’Rt e noi siamo sul filo del rasoio, tra 1,24 e 1,25. Però gli altri parametri, come il rapporto dei positivi sulla percentuale dei tamponi sono molto migliorati, soprattutto nell’ultima settimana e andrebbero presi in considerazione. Oppure occorre cambiare i parametri. Lo deve fare il Cts e anche il governo. Noi mandiamo regolarmente, tutti i giorni, i nostri dati epidemiologici al governo, ma poi vengono valutati in questo modo".

Quindi osserva: “Il sindaco di Bergamo Gori che ha chiesto l’esenzione per la sua provincia ha perfettamente ragione e così dovrebbe essere per l’intera Lombardia, che deve restare arancione". Che la misura sia una ‘punizione’ per i lombardi, Rizzoli non ha dubbi: "Il presidente Fontana ha usato questo termine perché è il popolo lombardo che si sente punito - chiosa l’assessore -. Dopo tutti i sacrifici che sono stati fatti, i lombardi sono mesi e mesi che sono sottoposti a delle restrizioni. Restrizioni che rispettano, tutti si allineano. Basta però che sappiano quando c’è uno spiraglio di luce. Questa altalena, questo ripiombare nell’immobilità, è un danno per tutti”.

Da medico - conclude Rizzoli - dico che il popolo è stanco, anche moralmente e si sta deprimendo perché non si vede una via d’uscita. Adesso abbiamo avuto anche questa notizia di Pfizer che ridurrà le dosi…ma più vaccini facciamo prima si potrà tornare alla vita normale. La restrizione delle dosi vaccinali è la mazzata finale. Solo il vaccino ci può salvare”.

L'assessore Galli: "Inspiegabile"

"Sostengo quello che ha detto Fontana ieri: è un affronto ai sacrifici che hanno fatto i lombardi, con dati che sono in netto miglioramento. Sostengo con molta forza la prospettiva del ricorso che ha annunciato ieri il presidente", sottolinea quindi all'Adnkronos Stefano Bruno Galli, assessore alla Cultura di Regione Lombardia.

La zona rossa significa anche una mazzata ulteriore al settore della cultura. "E' inspiegabile - spiega Galli - nessun focolaio si è mai verificato nei luoghi della cultura. Nessun museo, teatro o cinema è stato un focolaio. La cultura in Lombardia ha numeri ragguardevoli, è evidente che il pedaggio che stanno pagando i luoghi della cultura è oltremodo elevato. Si tratta di luoghi dove si possono rispettare con grande rigore tutte le prudenze, nei musei o nei teatri col contingentamento si possono rispettare le prescrizioni sanitarie".

L'assessore Magoni: "Rivedere decisione, è impensabile"

"Bisogna rivedere la decisione della zona rossa, è impensabile che la Lombardia lo sia con la gestione eccellente degli ultimi mesi e soprattutto grazie alla responsabilità dei cittadini lombardi. Non si può pensare che la locomotiva d'Italia venga ancora penalizzata in questo modo senza una logica sanitaria". Lo afferma all'Adnkronos Lara Magoni, assessore lombardo al Turismo, marketing territoriale e moda, commentando la decisione del governo di far scattare da domani la zona rossa in Lombardia.

"Il nostro presidente Fontana - spiega Magoni - da subito è stato il primo a richiedere la chiusura" quando c'è stato bisogno "e oggi non è necessario chiudere. Sono d'accordo con lui, bisogna rivedere la decisione, soprattutto perché abbiamo persone, famiglie, e un'intera popolazione fortemente arrabbiata. Non possiamo andare incontro a una situazione socio-economia drammatica".

Quindi, parlando delle criticità legate al settore del turismo, Magoni osserva: "Anziché pensare alla distribuzione delle nuove poltrone il governo pensi con serietà allo stato di crisi del turismo perché continuerà anche quest'anno. Il 2021 sarà un anno buio per il turismo, stiamo perdendo anche il secondo anno per le montagne. Regione Lombardia ha il 40% di territorio montano e il governo non ha ancora capito che in montagna vive tanta gente".

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