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L'ombra delle regolamentazioni scuote i vertici delle big tech cinesi

21 maggio 2021 | 13.17
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Alibaba, Ant, Pinduoduo e ora ByteDance (TikTok): multe, dimissioni e polemiche per alcuni interventi pubblici cambiano lo scenario delle grandi società tecnologiche in Cina.

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- Dal sito di TikTok

Zhang Yiming, il co-fondatore di ByteDance, proprietaria dell'app di videoclip TikTok, si è dimesso a sorpresa dalla carica di Ceo, per concentrarsi sulla “strategia a lungo termine” aziendale. ByteDance è passata di mano all'amico e compagno di stanza ai tempi dell'Università Liang Rubo, precedentemente responsabile delle risorse umane e cofondatore della società nel 2012. Zhang, 38 anni, ha rivoluzionato il rapporto tra musica e giovani sul web e costruito la prima app di portata globale della Cina: TikTok ha circa un miliardo di utenti nel mondo, oltre 100 milioni nei soli Stati Uniti. Mentre ByteDance, che ha al suo attivo anche il gemello in mandarino di TikTok, Douyin, oltre all'app di aggregazione di notizie Jinri Toutiao e a Lark che offre funzioni di archiviazione cloud, conta più di 60.000 dipendenti in oltre 30 Paesi.

Con un patrimonio netto di 36 miliardi di dollari, Zhang è la quinta persona più ricca della Cina, secondo Forbes. Il suo successo e quello di ByteDance lo hanno messo recentemente al centro delle polemiche dell'amministrazione dell'ex presidente americano Donald Trump che ha avanzato il sospetto che TikTok potesse consegnare i dati dei suoi utenti al Partito comunista cinese. Una situazione che ha determinato, di contrappunto, delle ripercussioni in patria costringendo Zhang a difendersi anche dalla stretta sull'hi-tech portata avanti dal governo centrale e dalle multe per violazione delle regole antimonopolio. Un destino comune a quello di altri magnati della tecnologia in Cina: a marzo, l'amministratore delegato di Ant Simon Hu ha annunciato le sue dimissioni a causa di un maggiore controllo da parte delle autorità di regolamentazione e, appena una settimana dopo, Colin Huang, il 41enne fondatore di Pinduoduo, una delle più grandi piattaforme di shopping online della Cina, ha lasciato la sua posizione di presidente per perseguire interessi personali. Nella nota con cui ha annunciato le sue dimissioni da Ceo di ByteDance, Zhang ha spiegato: “La verità è che mi mancano alcune delle capacità che rendono un manager ideale. Sono più interessato ad analizzare i principi organizzativi e di mercato che a gestire effettivamente le persone”. E si è anche definito “poco socievole, preferendo attività solitarie come stare online, leggere, ascoltare musica e fantasticare su ciò che potrebbe essere possibile”.

Fino a poco tempo fa considerate potenti e intoccabili per il loro contributo all'innovazione e alla crescita economica, le grandi società Internet cinesi sono da tempo sotto un controllo sempre più serrato da parte delle autorità di regolamentazione che sono puntualmente intervenute sanzionando le pratiche antimonopolistiche e il trattamento nella privacy dei dati. Lo stesso Jack Ma di Alibaba Group Holding Ltd. e Wang Xing, il capo del colosso delle consegne online Meituan, sono finiti al centro della lente d'ingrandimento governativa per commenti pubblici in discorsi o sui social media. Ma e il suo vasto impero di e-commerce e pagamenti sono stati colpiti ad aprile con una multa record di 2,8 miliardi di dollari dai regolatori antitrust. Il controllo normativo sull'impero di Jack Ma, sempre ad aprile ha spinto ByteDance e altre 34 tra le più grandi aziende tecnologiche cinesi a impegnarsi pubblicamente per rispettare le leggi antimonopolistiche del paese, anche perché, a marzo, l'autorità di regolamentazione antitrust aveva già multato una sua controllata per circa 78.000 dollari per non aver segnalato correttamente una precedente fusione. ByteDance è stata anche una delle 11 società a cui è stato ordinato di condurre una revisione della sicurezza sull'uso della deepfake, una tecnica per la sintesi dell'immagine umana basata sull'intelligenza artificiale, usata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali tramite una tecnica di apprendimento automatico. Una tecnologia attraverso la quale è possibile anche operare la creazione di falsi video.

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