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Chiesa: l'omelia 'cantata' del Vescovo di Noto, "Chi canta prega tre volte"

03 aprile 2015 | 18.30
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Il Monsignore: "Utilizzo anche il linguaggio della musica caro ai giovani per parlare a loro di cose serie. Molti giovani della mia diocesi, ad esempio, hanno percepito nel testo 'Guerriero', la canzone di Mengoni, un'alta valenza cristologica". Nel suo repertorio anche Noemi, Nek e Arisa. Guarda il video

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In chiesa "diciamo che chi canta prega tre volte". Il vescovo di Noto, Antonio Staglianò, che in un video postato su YouTube da un utente viene ripreso durante l'omelia mentre canticchia frasi di Noemi e Mengoni, spiega all'Adnkronos che utilizza le canzoni perché nota l'apprezzamento e il coinvolgimento dei giovani.

"Utilizzo anche il linguaggio della musica caro ai giovani per parlare a loro di cose serie. Molti giovani della mia diocesi, ad esempio -sottolinea - hanno percepito nel testo 'Guerriero', la canzone di Mengoni, un'alta valenza cristologica. Loro mi dicevano di ascoltarla come se le parole le dicesse Gesù. Queste canzoni le sanno a memoria e ne colgono anche un significato cristiano. Bene. Il cantare, lo ricordo, è un registro comunicativo. In chiesa diciamo che chi canta prega tre volte".

Per il vescovo, insomma, la predica deve conquistare i fedeli. "La mia predica - spiega - è ricca di contenuti ideologici, culturali e citazioni colte come quelle di Dante Alighieri. Ho una teoria: la predica è lunga quando è noiosa" . E, comunque, ci tiene a sottolineare che non è corretto ridurre tutto alle canzoni: "Non è giusto che la mia predica venga 'ridotta' al fatto che ho utilizzato, nel registro comunicativo, anche parti di testo di alcune canzoni di altrettanti cantanti italiani".

"L'anno scorso alla giornata diocesana della gioventù di Ispica - ricorda - ho fatto una catechesi sull'amore di circa quaranta minuti cantando cinque canzoni di artisti quali Noemi, Mengoni e Nek. Ho notato che la comunicazione è avvenuta e così anche nelle cresime e in altre occasioni 'utilizzo' il metodo comunicativo della canzone".

Il video è stato postato su YouTube dall'utente frankpad976.

Ma cosa pensa il Papa della predica 'cantata'? "Non so - risponde - se Papa Francesco possa o meno apprezzare il fatto di cantare. E' accaduto. L'ho fatto per il bene della comunicazione del Signore e per il bene della Chiesa. Se ho sbagliato qualcuno me lo dica. Se il Papa mi dicesse che ho sbagliato, non lo farei più".

In vista della Pasqua, il vescovo di Noto rivolgendosi ai giovani ha voluto rimarcare che "bisogna risorgere dalla morte in cui conduce l'ipermercato. L'ipermercato porta dentro un paese di balocchi dove le parole chiave sono mangia, bevi e consuma solo per il corpo. E mentre avviene tutto questo, perdiamo l'anima". "Occorre quindi risorgere - ha sottolineato il vescovo Staglianò - puntando all'essenziale, all'anima appunto, risorgendo come dopo morte".

"L'essenziale, va compreso bene - ha infine osservato il vescovo di Noto - è l'amore, l'amicizia, la fratellanza e la disponibilità. In tal senso ho cantato anche la canzone di Arisa, in cui dice 'acqua sarò, magari non risolverò il tuo problema, ma 'sarò li' con te, acqua sarò ad alleviare il tuo dolore'". "Quando i testi delle canzoni parlano di cose belle - ha concluso - raggiungono significati alti, fortemente cristiani, non capisco perché non debbano essere utilizzati anche in una predica".

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