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'L'Onda' new entry, da de Magistris a Toti è arancio-mania

26 gennaio 2019 | 18.21
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

L'arancione torna di moda in politica. Dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris al governatore ligure Giovanni Toti, alla new entry 'L'Onda', promossa da una delle 'madamin' torinesi pro-Tav. Tutti, anche se in momenti storici diversi, si ritrovano uniti dalla stessa nota cromatica. Come simbolo di rinnovamento politico e culturale. Come è capitato per il rosso comunista, l'azzurro berlusconiano, il verde leghista e il giallo grillino, l'arancio è diventato logo, brand partitico. E soprattutto, nell'era della politica 2.0, più che mai arma di propaganda e marketing elettorale, di forte impatto visivo anche sui social.

Tinta moderata, a metà tra il rosso e il giallo, l'arancione prende spunto dalla bandiera della rivoluzione Ucraina del 2004. Questa tonalità debutta in Italia alle amministrative del 2011 con l'elezione di Giuliano Pisapia e di De Magistris alla guida, rispettivamente, di Milano e Napoli. Questo colore viene poi adottato dall'azzurro Toti, attuale governatore della Liguria, per le sue liste e non è escluso che sarà rilanciato alle prossime europee.

Variante dell'arancio, i 'Salmoni' di Benedetto Della Vedova, che con Marco Taradash guidò i Riformatori liberali. L'arancione è simbolo anche di lotte di piazza, come quella recente dei gilet arancioni, indossati da oltre tremila agricoltori ed olivicoltori pugliesi che hanno invaso Bari con i trattori per protestare contro il governo. E quella, appunto, dei pro tav torinesi riuniti nel comitato 'Sì Torino va avanti'.

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