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Crisi: l'opzione zero che immobilizza classe dirigente, il libro di Delzio

13 novembre 2014 | 09.58
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Presentato a Roma con Madia, Zingaretti, Gay. (video)

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Un momento della presentazione

L'incapacità di assumere decisioni da parte della classe politica è al centro del libro di Francesco Delzio 'Opzione zero. Il virus che tiene in ostaggio l'Italia' (Edizioni Rubbettino), presentato a Roma, nel corso di un incontro moderato da Sarah Varetto, direttore di Sky Tg24, alla presenza del ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e del presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Marco Gay.

"Un virus si è impadronito - spiega Delzio - del nostro paese ed è la diffusione dell''opzione zero' che impone e incentiva la classe dirigente a non decidere. Noi, ad esempio, continuiamo ad aspettare la ripresa, ma sono due anni che gli organismi competenti, a livello nazionale, sbagliano le stime della crescita. Non se ne parla perché nessuno ha in mano il cosiddetto 'modello buono'".

"Non so se in questo governo - ammette il ministro Madia - ci sia stata, e ci sia, un''opzione zero'; sicuramente, era diffusa nella classe dirigente passata. Mi riferisco alla pratica di 'aspettare il momento opportuno' per agire, che di fatto non era altro che un rimandare le scelte. Un esempio vale per tutti: la riforma degli ammortizzatori sociali, che noi stiamo facendo anche se il momento opportuno non era certo questo, in cui si sente ancora la crisi, bensì quello passato".

"L'immobilismo deve essere - chiarisce il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - punito severamente. Per questo, anche nella scrittura della legge di stabilità è importante inserire criteri di merito. Non dimentichiamo - avverte - che in alcune parti del paese ci vengono consegnate delle situazioni particolari da condannare. Poi, però, c'è la Regione Lazio, che da simbolo della doppia fatturazione ha introdotto la fatturazione elettronica".

"Il 'virus zero' non ha toccato - fa notare Marco Gay, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria - l'impresa. Sicuramente quando, nel passato, c'era un'economia che 'girava' si è perso tempo, scegliendo di non reinvestire in qualità. Tuttavia, riferendomi a questo governo, posso affermare - sottolinea - 'eppur si muove'; infatti, qualcosa si sta muovendo e per l'impresa questo è fondamentale".

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